Camperizzare un furgone,  Viaggi

Camperizzare un furgone 3 La coibentazione

Una volta acquistato e pulito il furgone, è ora di mettersi all’opera! La coibentazione di Havana ha ufficialmente inizio. In Camperizzare un furgone 3 La coibentazione vi illustriamo i passi che abbiamo seguito per isolare il nostro van.

Perché è necessario coibentare il mezzo?

Affinché il van diventi comodamente abitabile, è necessario isolarlo dal freddo e dal caldo. Un adeguato isolamento consente di godersi il mezzo in tutte le stagioni. Ma soprattutto di non morire di freddo o di caldo quando si dorme al suo interno.

Inizialmente avevamo sottovalutato questo passaggio essenziale, convinte che la coibentazione richiedesse poco tempo. In realtà il lavoro di isolamento ha occupato gran parte del tempo che abbiamo dedicato alla camperizzazione di Havana.

Camperizzare un furgone 3 La coibentazione

Il pavimento

Il primo passo è stato costruire il pavimento, punto di ancoraggio della cucina e del letto.

Camperizzare un furgone 3 La coibentazione

Una volta apposti sette listelli di pino grezzo da 3 centimetri con l’ausilio di colla e viti per carrozzeria, abbiamo ricoperto le intercapedini tra un listello e l’altro con dei pannelli di XPS (vedi sotto). Mappata la posizione dei sette listelli, abbiamo posato e affisso delle lastre di compensato da 1,5 centimetri di spessore.

Camperizzare un furgone 3 La coibentazione

Questa operazione non è stata facile. Le assi di compensato andavano sagomate seguendo il profilo irregolare della carrozzeria del furgone. Allo stesso modo è stato faticoso livellare il pavimento, in quanto la struttura del veicolo era bombata in alcuni punti. Pertanto non risultava a bolla.

Tuttavia, una volta accettato il fatto di operare su un mezzo storto e irregolare, è stato tutto più facile. Grazie a questa consapevolezza e a un procedimento per tentativi e correzioni, abbiamo terminato la base del nostro pavimento.

Camperizzare un furgone 3 La coibentazione

Abbiamo infine rivestito il compensato con un foglio di pavimento in PVC facilmente lavabile e impermeabile. E’ bastato stendere un velo di mastice e tagliare il pavimento a misura con un taglierino.

Camperizzare un furgone 3 La coibentazione

Le pareti

Esistono vari tipi di isolamento e tutti presentano dei vantaggi e degli svantaggi.

Informandoci su internet, abbiamo deciso di escludere subito la fibra di vetro, o lana di roccia. Essa è irritante quando maneggiata, come testato di persona in negozio, nonché  sensibile all’umidità. 

Abbiamo optato per dei pannelli di polistirene estruso espanso (XPS) da due centimetri di spessore. Questo materiale edile è atossico, resistente all’umidità e abbastanza economico. Oltretutto è anche facilmente reperibile presso i negozi di fai da te.

Camperizzare un furgone 3 La coibentazione

Una volta applicati i pannelli di XPS con nastro biadesivo e colla, abbiamo otturato le intercapedini con del poliuretano espanso in schiuma. Un materiale isolante simile alla panna montana. Che è però in grado di indurirsi in pochi minuti raddoppiando il proprio volume.

Camperizzare un furgone 3 La coibentazione

Tagliato il poliuretano espanso in eccesso, abbiamo poi rivestito il polistirene con una pellicola riflettente e isolante nota come refectix. Si tratta di un materiale argentato che ha lo scopo di riflettere i raggi solari e isolare dal freddo e dal caldo. L’effetto navicella spaziale è stato immediato.

Camperizzare un furgone 3 La coibentazione

Fissate delle assicelle portanti sfruttando i montanti della carrozzeria, abbiamo infine applicato il quarto e ultimo strato isolante. Dei fogli di compensato da 0,6 centimetri di spessore. Il lavoro è stato lungo anche in questo caso, dal momento che il compensato necessitava di essere sagomato e spessorato.

Camperizzare un furgone 3 La coibentazione

Nonostante la maggior parte dei convertitori di van utilizzino perline di abete per rifinire le proprie pareti, noi abbiamo deciso di optare per un’altra soluzione. Le perline sono pesanti, difficili da incastonare, poco flessibili e inadatte al collaudo del mezzo, in quanto pericolose in caso di incidente.

Camperizzare un furgone 3 La coibentazione

La nostra scelta è ricaduta quindi su delle assicelle di laminato in PVC autoadesivo. Una scelta che ha comportato dei pro e dei contro.

Il materiale è facile da tagliare e applicare, ma la colla fa poca presa sul compensato. Abbiamo dovuto quindi rinforzarla applicando ulteriore colla. Ma il risultato finale è stato molto soddisfacente.

Vedremo come (e se) il nostro rivestimento reggerà al calore estivo e alla condensa.

Dalle pareti al tetto

In Camperizzare un furgone 3 La coibentazione abbiamo illustrato i passi che abbiamo seguito nell’isolamento del nostro mezzo. In Camperizzare un furgone 4 Il tetto scoprirete come abbiamo realizzato il tetto.

2 commenti

  • FIVRA

    FIVRA (Fabbriche Isolanti Vetro Roccia Associate), l’associazione dei principali produttori di lane minerali (lana di roccia e lana di vetro per isolamento), segnala che l’articolo “Camperizzare un furgone 3 La coibentazione” https://www.leconnessioni.it/camperizzare-un-furgone-3-la-coibentazione/ contiene informazioni errate sulle lane minerali che creano un danno di immagine alle stesse e, conseguentemente, un danno economico a chi le produce e commercializza.
    Diversamente da quanto riportato, le lane minerali non sono pericolose.
    Infatti la IARC (International Agency for Research on Cancer, massimo esperto in materia ed afferente all’Organizzazione Mondiale della Sanità), dopo ricerche durate decenni e la pubblicazione di migliaia di articoli scientifici, nel 2002 ha inserito le lane minerali nel gruppo 3 “non classificabile come cancerogeno per gli esseri umani” (cfr. “rock (stone) wool” e “insulation glass wool” in http://monographs.iarc.fr/ENG/Classification/latest_classif.php).
    Anche l’Unione Europea (sebbene utilizzi una propria classificazione differente, il Regolamento (CE) n. 1272/2008 (CLP) relativo alla classificazione, all’etichettatura e all’imballaggio delle sostanze e delle miscele) riconosce che le lane minerali sono sicure perchè conformi alla “Nota Q” (ovvero bio-solubili, come quelle prodotte dai soci FIVRA – cfr. “mineral wool” in https://eur-lex.europa.eu/legal-content/it/TXT/PDF/?uri=CELEX:02008R1272-20180301&from=EN).
    Tutto ciò è stato confermato dal documento “Le Fibre Artificiali Vetrose (FAV) – Linee guida per l’applicazione della normativa inerente ai rischi di esposizioni e le misure di prevenzione per la tutela della salute”, approvato dalla Conferenza Stato/Regioni, su proposta del Ministero della Salute, in data 10 novembre 2016 (cfr. http://www.regioni.it/sanita/2016/11/29/conferenza-stato-regioni-del-10-11-2016-intesa-recante-le-fibre-artificiali-vetrose-fav-linee-guida-per-lapplicazione-della-normativa-inerente-ai-rischi-di-esposizioni-e-le-misure-di-prev-488552/ o qui per un quadro riassuntivo http://www.fivra.it/it/approfondimenti/27_fibre-artificiali-vetrose-fav-aggiornamento-delle-linee-guida-del-ministero-della-salute).
    Le lane minerali non sono nemmeno classificate irritanti: né per la cute (altrimenti, secondo la regolamentazione UE, sarebbero classificate H315 “provoca irritazione cutanea”), né per gli occhi (altrimenti sarebbero classificate H319 “provoca grave irritazione oculare”), né per le vie respiratorie (altrimenti sarebbero classificate H335 “può irritare le vie respiratorie”).
    E’ corretto affermare che le lane minerali possono causare prurito dovuto a sfregamento meccanico, fastidio facilmente risolvibile seguendo le usuali precauzioni raccomandate per ogni tipo di lavoro edile (utilizzare indumenti da lavoro, guanti, mascherina usa-e-getta, eventualmente occhiali protettivi). Le segnaliamo che la possibilità di causare prurito è comune a moltissimi materiali, anche a quelli che avete utilizzato e dei quali suggerite l’utilizzo:
    — i produttori di poliuretano (es. http://www.stiferite.com/pdf/Schede_Sicurezza/scheda_di_sicurezza_STIFERITE_GT.pdf) suggeriscono di utilizzare mascherina usa-e-getta perchè dal prodotto potrebbe fuoriuscire “polvere fastidiosa”.
    — il produttore del Reflectix (qui le diverse “schede sicurezza” https://www.reflectixinc.com/literature/safety-data-sheets/) dichiara “Some individuals may experience skin sensitivity or minor irritation due to film additives” o “Mechanical skin irritation: signs/symptoms can include itching and redness”.
    Non comprendiamo dunque perchè l’insorgenza di prurito sarebbe un motivo ostativo all’utilizzo delle lane minerali ma non degli altri materiali.
    Le lane minerali per isolamento non sono nemmeno igroscopiche (non assorbono l’umidità presente nell’aria); hanno coefficiente di permeabilità al vapore poi ad 1 (esattamente come l’aria) e sono tranquillamente utilizzate anche in applicazioni a diretto contatto con l’aria esterna (ad esempio nelle facciate ventilate).
    In sintesi, l’articolo sconsiglia l’utilizzo di lane minerali per (ipotetiche) motivazioni legate alla salute; al loro posto suggerisce altri isolanti, il cui eventuale impatto sulla salute è il medesimo o peggiore; infatti i produttori di poliuretano, reflectix e XPS segnalano la possibilità di insorgenza di prurito o il contenuto di sostanze pericolose (cfr. ad es. ultimo paragrafo di http://www.ales-srl.it/files/Scheda%20sicurezza_ALESTYR_20_10_2016.pdf)
    Vorremmo evitare ogni equivoco: non è nostra intenzione convincervi che le lane minerali sono un ottimo isolante; ognuno è libero di scegliere quale isolante utilizzare in base al criterio che ritiene appropriato.
    Lo scopo della presente è segnalarvi che l’articolo diffama le lane minerali perchè veicola informazioni false e dannose su di esse.
    Per i motivi sopra esposti, vi chiediamo di correggere il suddetto articolo, ad esempio nel seguente modo:
    “Esistono vari tipi di isolamento e tutti presentano dei vantaggi e degli svantaggi.
    Abbiamo optato per dei pannelli di polistirene estruso espanso (XPS) da due centimetri di spessore….”

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