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Germania on the road: da Rothenburg a Buchenwald

Lasciata la bella Norimberga, città ricca di storia e memoria, proseguiamo la nostra avventura in Germania on the road verso Rothenburg, passando per Bamberga e Erfurt fino al campo di concentramento di Buchenwald.

Rothenburg

germania rothenburg buchenwald

Rothenburg, denominata la città dei giocattoli, è una incantevole cittadina della Franconia cinta da mura e camminamenti.

germania rothenburg buchenwald
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Passeggiare per le viuzze e i camminamenti di Rothenburg ti catapulta in un paese incantato, dove casette tradizionali e piazzette colme di negozi di giocattoli sembrano farti entrare in una fiaba.

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Affacciata sul fiume Tauber, Rothenburg è in parte sopravvissuta ai bombardamenti della Seconda guerra mondiale, conservando il suo fascino romantico, fatto di insegne in ferro battuto.

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La città dei balocchi è caratterizzata da vetrine colorate in cui spiccano giocattoli artigianali e peluche di ogni genere. Non mancano i negozi a tema natalizio: a prescindere dalla stagione, vi ritroverete immersi in veri e propri villaggi di Natale.

germania rothenburg buchenwald
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Tipiche della zona sono anche le cosiddette schneeballen (“palle di neve”), dei dolci ipercalorici dalla forma sferica costituiti da pasta brisé fritta nell’olio bollente e ricoperta di zucchero a velo, cioccolato, cannella o frutta secca.

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Bamberga

Lasciata Rothenburg, trascorriamo la nostra quinta notte in un parcheggio nei pressi di una cittadina situata alle porte di Bamberg.
La mattina seguente iniziamo a visitare Bamberga di buonora, nonostante il tempo non sia dalla nostra parte. La giornata è uggiosa, ma rimaniamo comunque estasiate da questo gioiello bavarese.

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Adagiato sul Regnitz, il vecchio municipio è indubbiamente l’opera architettonica che salta più all’occhio. Sospeso sul fiume, l’Altes Rathaus è davvero suggestivo.

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Il centro storico di Bamberg, dichiarato patrimonio culturale dell’umanità dall’UNESCO, è caratterizzato dall’imponente Duomo, dalla vecchia corte medievale e dalla Neue Residenz.

Chiudono il pittoresco quadro i bellissimi canali navigabili e la storica settecentesca birreria Schlenkerla, dove è possibile gustare la omonima birra affumicata locale.

Erfurt

Salutata Bamberga ci dirigiamo verso Erfurt, lasciando la Baviera per entrare in Turingia. Sede dell’imponente Duomo, fronteggiato dalla chiesa di San Severo, visitiamo la cittadina a bordo dei fidati monopattini elettrici.

Lasciata Erfurt, il viaggio in Germania on the road da Rothenburg prosegue verso Buchenwald.

Buchenwald

La suddivisione dei prigionieri dei campi di sterminio nazisti

Dopo aver visitato Dachau e Norimbera, riprendiamo il nostro viaggio della memoria dirigendoci verso il campo di sterminio di Buchenwald, nei pressi di Weimer. Un tempo fiorente culla della Repubblica di Weimar e del movimento artistico e culturale della Bauhaus, la città diventa il teatro dell’orrore nazista nel 1937, quando viene inaugurato il campo.

Doloroso quanto Dachau, Buchenwald vanta però un museo interattivo molto più curato, meta di scambi internazionali e ricerche da parte di studenti e giovani provenienti da tutto il mondo.

Le installazioni permanenti sono potenti, così come le testimonianze lasciate dalle vittime, che trovarono nel disegno, nella pittura e nella poesia clandestini un modo per raccontare il loro dolore e sopravvivere all’inferno.

Installazione di scarpe di ceramica che ricordano le scarpe requisite dalle SS all’arrivo al campo di concentramento di Buchenwald

La storia del campo

Situato su una collina a pochi chilometri da Weimar, il campo di sterminio di Buchenwald era uno dei più grossi. Circondato da filo spinato elettrificato e da torrette di vedetta, il campo è un cimitero a cielo aperto.
Qui vi furono internati soprattutto prigionieri politici e ebrei, ma anche migliaia di rom e sinti, testimoni di Geova, disertori e partigiani.
Era abitudine condurre sui prigionieri di Buchenwald terrificanti esperimenti scientifici, testimoniati dalle foto d’epoca.

Ma la maggior parte degli internati venne suddivisa in quasi un centinaio di altri campi limitrofi, per essere impiegata come forza lavoro nella costruzione di armi. Per i restanti il destino fu ben peggiore: la camera a gas lavorava a pieno regime, dando in pasto ai forni crematori centnaia di vittime.
In seguito alla progressiva liberazione della Polonia da parte delle truppe alleate, migliaia di prigionieri dei campi polacchi vennero trasferiti a piedi a Buchenwald. Una marcia massacrante di quasi 700 chilometri, sommersi dalla neve e soffocati dal freddo e dalla fatica.

Opera di Karl Stojka, deportato ad Auschwitz nel 1943 e successivamente a Buchenwald nel 1944 perché di origine rom. Sopravvissuto, diventò pittore. Il suo quadro, che parafrasa il manifesto di Hitler “Mein Kampf”, recita “La mia battaglia, prigioniero numero 5742, sono sopravvissuto”.

L’11 aprile del 1945 le truppe americane liberarono Buchenwald, trovando al suo interno più di 20 mila sopravvissuti. Ma i numeri che caratterizzano questo luogo di tortura e morte sono agghiaccianti. Tra il 1937 e il 1945 si potevano contare 139 sottocampi, quasi 278 mila prigionieri, tra cui 30 mila minori, più di 28 mila donne e quasi 250 mila uomini provenienti da più di 50 paesi diversi. Le morti registrate dalle SS ammontano a 56 mila… Ma chissà quanti altri esseri umani vennero massacrati senza nemmeno essere registrati.

Notte a Weimar

E’ ormai sera quando lasciamo questo terrificante luogo della morte per scendere verso Weimar. Ci accampiamo in un parcheggio tranquillo immerso nella campagna, dove ci ristoriamo e riposiamo.
La Germania on the road da Rothenburg a Buchenwald continua verso la scoperta del museo della Bauhaus, di Dresda e Berlino!

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