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Germania on the road: Monaco e Dachau

Nella prima parte del nostro viaggio on the road in Germania a bordo del nostro van camperizzato di nome Havana abbiamo esplorato parte della Baviera, da Eibsee ai castelli di Re Ludwig. In questa seconda parte del viaggio ci concentriamo su Monaco e Dachau, uno dei primi terrificanti campi di concentramento aperti in Germania dal regime nazista.

Monaco di Baviera

Trascorsa una seconda notte ventosa e temporalesca ai margini di un boschetto nei pressi di Linderhof, ci dirigiamo verso Monaco, la quarta tappa insieme a Dachau del nostro viaggio in Germania.

Parcheggiamo Havana in un piccolo campeggio situato alle porte della città, il Campigplatz München Thalkirchen. Nonostante il costo abbastanza alto per i servizi offerti (30 euro per due persone e un van, docce a gettone escluse, elettricità esclusa), il campeggio si trova in una posizione strategica molto comoda. Localizzato in mezzo al verde a un paio di chilometri dalla fermata della metro di Thalkirchen, costeggia una pista ciclabile che porta direttamente a Monaco. Inoltre, fuori dal campeggio è possibile salire sull’autobus numero 135, che porta alla stazione della metro U3 e dalla metro riporta al campeggio (Campingplatz). La comodità è che potete utilizzare lo stesso biglietto della metro anche per l’autobus.

Marienplatz

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Dopo qualche fermata, scendiamo a Marienplatz, la piazza più famosa della Baviera. Ci troviamo circondate da migliaia di turisti, tutti con il naso all’insù: sono le undici e l’enorme carillon collocato nella torre dell’orologio del Neue Rathaus (Municipio nuovo) ha iniziato a suonare. Il Glockenspiel è composto da 43 campane e 32 statuette che rappresentano il matrimonio di Guglielmo e Renata di Lorena e la danza dei Bottai.
Se interessati, il complesso del Neue Rathaus è visitabile al suo interno a pagamento. Altrimenti potete limitarvi a entrare nel suo bellissimo chiostro.

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I musei di Monaco

Se viaggiate con i vostri bambini, ricordatevi di fare un salto allo Spielzeugmuseum, il museo dei giocattoli, la cui torre svetta ai margini di Marienplatz.

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Monaco è ricca di cultura e musei, come la Pinakoteke der Moderne, che annovera le opere di Kandinskij, Klee, Magritte, Picasso, Dalì, Beuys, Bacon, Goya, Warhol e tanti altri. O il gigantesco Museo della Scienza e della Tecnologia, situato del complesso del Deutsches Museum, un altro paradiso per grandi e piccini.

Il mercato all’aperto

Ma la parte forse più caratteristica di Monaco di Baviera è il grande mercato all’aperto, situato nell’omonimo quartiere di Viktualienmarkt, a pochi passi da Marienplatz.

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Passeggiare tra le botteghe e sotto i tendoni del mercato ti dà la sensazione di viaggiare nel tempo, dove profumi e colori ti accompagnano, solleticando il palato. I biergarten, le tipiche birrerie all’aperto tedesche, lavorano instancabilmente, versando birra chiara e grigliando würstel a tutte le ore del giorno. Le bäckerei e le konditorei contribuiscono sensibilmente ad alzare il livello di acquolina in bocca, proponendo pani speziati e conditi e dolci di ogni tipo.

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Le chiese di Monaco

Monaco è anche ricca di chiese imponenti, come la cattedrale di Frauenkirche, caratterizzata da due campanili gemelli alti quasi cento metri con la cupola a cipolla.

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Ma la chiesa che ci lascia senza fiato è indubbiamente la Asamkirche, un capolavoro architettonico di rococò bavarese. Pur essendo piccolo, l’interno, che ricorda una angusta grotta, è riccamente decorato e affrescato con oro e statue barocche.

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Consiglio infine di fare un salto a Sankt Anna Platz, per ammirare l’omonima chiesa di Sant’Anna, situata nel quartiere di Lehel.

La birreria più famosa di Monaco

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Il Reinheitsgebot, il cosiddetto “editto della purezza”, regolamenta la produzione della birra in Baviera

Monaco, come del resto tutta la Baviera, è famosa in tutto il mondo per la sua birra. Molti turisti vanno alla ricerca della birreria storica della città, la Hofbräuhaus München, fondata nel 1589. Qui sarete sommersi da orde di persone alla ricerca di un tavolo o di un souvenir, immersi nella concitazione dell’andirivieni di persone e personale vestito in abiti tradizionali.

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L’incontro con Sabina

Decidiamo di prenderci una pausa dalla pioggia e ci infiliamo in una konditorei della piazza del mercato. Qui conosciamo Sabina, una donna di Monaco che ha girato il mondo. Sabina parla un ottimo inglese (una rarità tra i tedeschi, a quanto pare!) e trascorriamo con lei un paio d’ore. Ci parla a lungo della sua Monaco, dei suoi amori e amanti, dei suoi viaggi e della situazione politica tedesca e di quella italiana. Ci dà un sacco di consigli e ci fa scoprire la Monaco più vera, come solo una guida del posto sa fare.

Monaco in due giorni

Purtroppo a causa della pioggia battente e del poco tempo a disposizione, non siamo riuscite a visitare tutte le parti di Monaco che avremmo voluto scoprire.
Se avete più giorni da trascorrere a Monaco, vi consiglio di fare un salto all’ Englischer Garten, uno dei parchi pubblici più grandi al mondo e di passeggiare per le vie di Stachus, Königsplatz e Odeonsplatz, le altre grandi piazze di Monaco.
Se avete il portafoglio gonfio, potete dedicarvi allo shopping di lusso lungo la Maximilianstrasse o visitare l’imponente reggia di Schloss Nymphenburg.
In ultimo, prendetevi un caffè o godetevi un pasto presso Cotidiano, un locale poco distante da Marienplatz, LGBT friendly e con opzioni vegane e senza glutine, consigliato da Sabina in persona.

Trascorriamo la terza notte della vacanza in campeggio, ancora una volta sotto la pioggia, e il giorno seguente ripariamo per Dachau, dove inizia il nostro viaggio della memoria.

Il campo di concentramento di Dachau

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Il campo di sterminio di Dachau della Germania nazista si trova a una ventina di chilometri da Monaco. Lasciata Havana nel parcheggio al costo di 2 euro (il prezzo è di 5 euro per i camper), ci dirigiamo verso le porte del campo.
Alcune palette informative illustrano la storia di questo terribile luogo e sul cancello di accesso capeggia la inquietante scritta “Arbeit Macht Frei”, il lavoro rende liberi. Ancora più inquietanti, però, sono i turisti che fotografano con foga la scritta e ogni centimetro del campo, non rispettandone la storia di lunghe e mostruose sofferenze. Proprio per questo motivo scelgo di non scattare fotografie e le uniche in nostro possesso le scatta Silvia, cercando di rispettare il luogo in cui si trova. A questo proposito consiglio la lettura di un bell’articolo di Vice, che potete trovare a questo link: Come si comportano i turisti nei campi di concentramento.

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Il percorso all’interno del campo conduce alla riproduzione di una delle vecchie baracche, ormai distrutte dall’arrivo dell’esercito di liberazione. Ci sono poi i forni crematori e la camera a gas, apparentemente mai utilizzata a Dachau, in quanto i prigionieri venivano asfissiati direttamente nella stanza dei forni o impiccati. Vicino ai forni e alla camera a gas, si trovano le stanze di disinfezione, dove i vestiti e gli averi delle vittime venivano confiscati e disinfettati. Mentre attraverso queste stanze della morte, un brivido di paura mi percorre il corpo e una lacrima solca il mio viso attonito. E’ la prima volta che entro in un campo di concentramento nazifascista e la sensazione è quella di solitudine, terrore e incredulità di fronte a tanto orrore.

La storia di Dachau

Il 22 marzo del 1933 viene costruito il campo su ordinanza di Himmler, allora capo della polizia di Monaco e delle SS. Progettato per internare seimila persone, nel 1942 Dachau diventò il luogo di prigionia e tortura di più di undicimila persone. Furono più di 205 mila le persone internate a Dachau fino al 1945 e circa 30 mila le vittime. Quando il campo fu occupato e liberato, si contarono quasi 70 mila detenuti al suo interno.
I primi furono i dirigenti socialisti, i comunisti e i dissidenti politici, molti di origine russa. A loro è infatti dedicata una cappella ortodossa. Seguirono gli ebrei tedeschi, austriaci , cecoslovacchi e polacchi. Furono imprigionati a Dachau anche 600 omosessuali e qualche migliaia di italiani.

Il museo

L’ingresso al memoriale e al museo di Dachau sono gratuiti. Il museo ripercorre la storia dello sterminio nazista dalle origini fino alla Liberazione attraverso delle palette informative densamente scritte. La scarsa interattività del museo lo rende difficoltoso da seguire e lungo da percorrere e molte informazioni si perdono nell’accozzaglia di pannelli scritti in tedesco e inglese addossati gli uni vicini agli altri.

Dopo aver visitato la Germania di Dachau, dove a pochi passi da Monaco si è verificato uno dei più sanguinari stermini della storia, il nostro viaggio della memoria proseguirà verso Norimberga, Buchenwald e Berlino.

I luoghi della Strada Romantica

Visitata la bella Monaco e il doloroso campo di concentramento di Dachau, la nostra avventura in Germania on the road prosegue verso i paesi della via romantica, la Romantische Straße. Nella terza parte di Germania on the road, esploriamo insieme Landshut, Regensburg e Norimberga.

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