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Come capire se il tartufo non è più buono?

Nestore Grassi
Nestore Grassi
2025-08-12 09:51:57
Numero di risposte : 13
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Un tartufo andato a male perde il sapore squisito che lo rende così prezioso. Ma che cosa succede quando il profumo del tartufo inizia ad assomigliare a quello dell’ammoniaca? Significa che ci troviamo di fronte a un tartufo andato a male. Se, infatti, nonostante l’odore, dovesse venirvi la tentazione di provare a usarlo comunque… non fatelo. L’odore di ammoniaca, molto forte e penetrante, è infatti facilmente riconoscibile anche dai meno esperti: al primo sentore di ammoniaca, quindi, posate il tartufo che stavate annusando e sceglietene un altro. Anche la consistenza può aiutarvi a identificare un tartufo andato a male. Se il tartufo che state saggiando presenta un sentore di ammoniaca e ha anche una consistenza gommosa, è sicuramente andato a male. Ricapitolando: Se un tartufo puzza di ammoniaca; Se un tartufo presenta parti gommose; Se un tartufo presenta tracce di muffa, accompagnata da scarsa consistenza e odore di ammoniaca; Se un tartufo presenta ospiti come piccole larve; Se, stringendolo, è duro come un sasso… … Probabilmente vi trovate di fronte a un tartufo andato a male o, comunque, da scartare.
Danthon Montanari
Danthon Montanari
2025-08-12 07:45:26
Numero di risposte : 10
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Altra cosa da sapere è che non sono le dimensioni a definire un buon tartufo. La regola generale, come per ogni alimento confezionato, è che la lista di ingredienti sia il più corta possibile: vuol dire che già per sé quei pochi ingredienti che ci sono, sono di qualità. Quello che fa davvero la differenza è il tipo di tartufo utilizzato: meglio che sia in purezza. Guardate sempre il colore del prodotto: specie se si tratta di salse, se sono troppo scure in genere è perché contengono coloranti. Aromi è una voce che compare spesso nella lista di ingredienti di prodotti in cui viene utilizzato il tartufo, e la legge non impone di specificare di che tipo di aroma si tratta, se sintetico o naturale. La prova del nove è l'analisi olfattiva: se l'odore è troppo forte, persino fastidioso, in genere è indice di un aroma chimico che camuffa un tartufo che non eccelle. Altra prova del nove è l'assaggio e la persistenza: se il prodotto in questione lascia un retrogusto spiacevole, che talvolta si accompagna anche a pizzicore alla gola, in non è un prodotto realizzato con materie prime di alta qualità.

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Mariapia Rizzi
Mariapia Rizzi
2025-08-12 07:42:51
Numero di risposte : 10
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Non si deve mai sentire odore di ammoniaca o di marcescenza, perché vuol dire che il tartufo è in decomposizione. Il profumo del tartufo ha un’intensità crescente, poi entra in una fase stabile, infine comincia a declinare. Dunque se l’odore è poco intenso la trifola potrebbe essere datata. Se lo pigiamo e riusciamo a penetrarlo, questo tartufo ha qualcosa che non va. Può essere sia vecchio o uno che ha completato il ciclo in condizioni non ottimali. Non deve essere mai un colore opaco, perché questo è tipico del tartufo che ha sofferto o che è vecchio. La parte interna non deve essere mai bianca, altrimenti significa che il tartufo è immaturo. Deve avere un colore marmorizzato, in cui distinguiamo una zona più chiara e una più scura. Nel bianco pregiato il colore predominante è il nocciola, ma a seconda dell’annata può variare.
Liliana De rosa
Liliana De rosa
2025-08-12 06:54:11
Numero di risposte : 13
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Diffidate quando un tartufo odora di ammoniaca molto pungente. Un tartufo fresco risulterà duro e tosto sotto le dita mentre un tartufo con una consistenza morbida quasi da effetto gomma sarà sicuramente un tartufo cavato da molti giorni. La valutazione tattile è forse la più importante perché ci consente di capire se il tartufo è fresco o meno. Un tartufo è fresco quando è stato cavato, ossia estratto dalla terra poco tempo prima. Più un tartufo è integro, quindi non spezzato o con scavature profonde, più si conserverà nel tempo.