Sicuramente prima incominciamo più il nostro cucciolo avrà possibilità di diventare il re dei tartufi. Consigliamo a partire dallo svezzamento di far giocare il neonato con palline e oggetti cosparsi di qualche goccia di olio al tartufo in modo tale da abituarlo sin dall’inizio al rapporto tartufo-gioco. Con il passare dei giorni incominceremo a portare il cane in spazi aperti avendo l’accortezza di lanciare la pallina in aree erbose, aiuole, siepi dove il cucciolo sarà costretto a utilizzare l’olfatto per tenere traccia dell’oggetto e ritrovarlo senza problemi. Un’altro aspetto fondamentale sarà la vostra partecipazione al gioco: ripetendo ad esempio la parola “cerca!” nel momento in cui il cucciolo sta fiutando la pallina, vi consentirà di impartirgli, almeno gradualmente, il comando fondamentale. Man mano che il cane migliora dovrete rendere sempre più difficile l’esercizio, per esempio sotterrando l’oggetto sotto delle foglie o uno strato di terra: a quel punto il cane inizierà, come si dice in gergo, a “raspare”.
Il passaggio successivo consiste nella ripetizione quotidiana dell’esercizio: una volta che il cane risponderà perfettamente ai vostri comandi potete iniziare ad allenarlo all’interno di boschi naturali. E’ molto utile, ad esempio, nascondere previamente delle scaglie di tartufo o la stessa pallina tartufata qualche ora prima dell’esercitazione; in questo modo il cane si troverà in un posto che non conosce e l’odore del tartufo sarà l’unico aspetto che gli ricorderà il gioco e la propria casa.
Un attrezzo fondamentale che sarà di grande aiuto a voi e al vostro cane è il bastone: esso indicherà al vostro amico dove cercare e stabilirà un contatto diretto fra voi e l’animale. Una volta che lo punterete sulla zona in cui avete nascosto il tartufo, il cane (con la ripetizione dell’esercizio) imparerà a fidarsi di voi e, una volta fiutata la traccia, comincerà a scavare e a trovare l’oggetto nascosto. Ricordate: premiatelo sempre e non siate troppo esigenti. Ci vogliono pazienza e tempo.