Il tartufo bianco è delicatissimo e non va mai cucinato, perché perderebbe tutte quelle caratteristiche che lo rendono tanto ricercato e costoso.
Le alte temperature lo rovinano, ma il giusto calore lo aiuta a sprigionare sapori e aromi:
per questo motivo il tartufo bianco risulta perfetto tagliato in sottilissime fette da utilizzare per guarnire piatti caldi di pasta, di carne e non solo.
Il tartufo nero, meno delicato del bianco, regge meglio il calore, ma non così tanto, quindi:
Evita di soffriggerlo o rosolarlo.
Aggiungilo sempre a fine cottura.
Il tartufo nero risulta molto buono nei ripieni e nei paté, ed è ideale nella mantecatura finale dei primi piatti, cui dona quel tocco in più che nessun altro condimento è in grado di dare.
Non dimenticare mai di guarnire i piatti finiti con delle scaglie di tartufo crudo, perché il nero, come il bianco, da il meglio di sé al naturale!
Avreste mai detto che un articolo su come cucinare il tartufo si sarebbe trasformato in un invito a “non cucinarlo”?