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Come usare un tartufo fresco?

Dimitri Rossi
Dimitri Rossi
2025-08-24 04:28:30
Numero di risposte : 12
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A questo punto il tartufo è pronto per essere gustato. Ma come? Esiste una grande differenza tra tartufo bianco e tartufo nero: se il primo dà il meglio di sé crudo e semplicemente grattato, il secondo si esalta in cottura. Quindi per il tartufo bianco le ricette più indicate sono quelle semplici che lo pongono al centro del piatto abbinato a gusti delicati, come i tagliolini con grattata di tartufo, l’uovo all'occhio di bue, la battuta di carne o i risotti. Il tartufo nero, invece, sprigiona tutto il suo aroma se sottoposto a cotture non troppo intense, ad esempio nei ripieni, cotto insieme ai risotti, nelle polpette, nei soufflé, nei finger food e nei patè. E, perché no, anche con il pesce.
Marzio Villa
Marzio Villa
2025-08-15 17:14:38
Numero di risposte : 10
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Il tartufo bianchetto ha un sapore deciso e pungente. È adatto a chi ama sapori intensi in cucina, anche se il consiglio per creare piatti equilibrati è di non esagerare con la quantità. Si sposa a una vasta gamma di piatti in cucina, infatti può essere cucinato sia con una base di burro e formaggi che renderanno il suo sapore più morbido sia utilizzato all’olio extra vergine di oliva che manterrà di più il suo sapore terroso e agliaceo. È spesso consumato a crudo, tagliato a fettine sottili o grattugiato sopra i piatti caldi poco prima di servire. Per smorzare il suo sapore aromatico si consiglia una leggera cottura, infatti il calore enfatizzerà il sapore rendendolo più soave e più facilmente digeribile. Pasta: Aggiungere una piccola quantità di tartufo bianchetto alla base di olio extra vergine di oliva. Saltare la pasta e servire. Aggiungere affettato o grattugiato a crudo poco prima di servire per esaltarne il sapore. Risotti: Procedere alla classica cottura del riso, in brodo vegetale o di carne. Aggiungere il tartufo bianchetto affettato o grattugiato nella fase di mantecatura del riso insieme al burro e al parmigiano. Aggiungere affettato o grattugiato a crudo poco prima di servire per esaltarne il sapore. Carne: Aggiungere il tartufo bianchetto grattugiato o a fette, in abbinamento a una tartare o un carpaccio di manzo o grattugiare sopra a un filetto. Uova: Sbattere le uova, salare e aggiungere fettine e/o grattugiare di tartufo bianchetto. Si consiglia di non far rapprendere troppo l’uovo ma bensì eseguire una cottura morbida. Aggiungere sottili scaglie poco prima di servire. Formaggi: Accompagnare formaggi freschi con miele di castagno o di rosmarino, in base al tipo di formaggio, con fettine di tartufo bianchetto fresco. Verdure: Verdure con sapori decisi, come asparagi selvatici e carciofi si sposano molto bene con il tartufo bianchetto. Il consiglio è di abbinarli insieme nella preparazione di uova strapazzate, risotti e primi piatti. Dolci: l’accostamento del dolce può sembrare un po’ audace, però una leggera grattata di tartufo bianchetto su una crema Chantilly, panna o in accostamento al cioccolato fondente per regalare un’inattesa e deliziosa combinazione di sapori.

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Mariapia Montanari
Mariapia Montanari
2025-08-15 13:20:12
Numero di risposte : 12
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Un piatto simbolo della cucina italiana, perfetto per esaltare l’aroma intenso del tartufo nero pregiato con pochi ingredienti selezionati. La semplicità della preparazione lascia spazio al protagonista assoluto: il tartufo. La cremosità del formaggio si sposa perfettamente con le lamelle di tartufo, creando un equilibrio di sapori che valorizza al meglio questo ingrediente pregiato. La semplicità degli ingredienti permette al tartufo di essere il protagonista, donando un tocco di eleganza a ogni morso. Un piatto che celebra l’incontro tra la carne più pregiata e l’intensità del tartufo. La Chianina, tenera e succulenta, si sposa con il profumo avvolgente del burro aromatizzato e il tocco inconfondibile delle lamelle di tartufo, creando un’esperienza di gusto unica.
Graziella Testa
Graziella Testa
2025-08-15 13:06:24
Numero di risposte : 14
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Per conservare il tartufo che avete acquistato o che vi hanno regalato, potrete mantenerlo alcuni giorni chiuso in un barattolo di vetro, perfettamente pulito e asciutto. Per conservare tutta la sua fragranza occorre mantenere un grado di umidità corretto al suo interno. La varità bianca, inoltre, dovrebbe essere utilizzata da grattugiare senza cottura, prevalentemente su pietanze fredde o crude, per preservarne tutto l'aroma e il lieve sentore di nocciola; al contrario il tartufo nero può essere aggiunto alle pietanze in cottura, all'ultimo. Quando sarà giunto il momento di usare il tartufo nelle vostre preparazioni, se si tratta di quello nero, sciacquatelo sotto acqua corrente fredda per eliminare la terra in eccesso e pulitelo accuratamente rimuovendo ogni impurità utilizzando una spazzolina o un pennello dalle setole semidure. Fatto questo il tartufo sarà pronto per essere affettato sottilmente con l’apposito taglia tartufi, per condire primi piatti, uova o aromatizzare teneri filetti. Inserite il tartufo in barattoli chiusi contenenti le uova o il riso, così acquisteranno il suo intenso profumo. Abbiate cura, però, di mantenere il tartufo il meno possibile a contatto con il riso poiché quest’ultimo è un disidratante naturale e favorirebbe la rapida essicazione del pregiato fungo.
Marina Vitali
Marina Vitali
2025-08-15 12:40:44
Numero di risposte : 11
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Il tartufo, una volta acquistato prima lo si usa e meglio è, in quanto col tempo tende a deperire. Puoi conservarlo in frigorifero pochi giorni avvolto nella carta assorbente, avendo l’accortezza di cambiarla ogni giorno. Ricordati anche che il tartufo va pulito solo al momento di utilizzarlo. Togli con delicatezza la terra in eccesso utilizzando uno spazzolino pulito. Metti il tartufo sotto un filo di acqua corrente fredda e puliscilo con estrema delicatezza. Asciuga il tartufo alla perfezione con un panno pulito o con della carta assorbente. A questo punto non ti resta che tagliarlo a fettine sottili con l’affetta tartufi, utilizzandone una parte per il soffritto e una parte a crudo, per guarnire le tagliatelle.
Demian Romano
Demian Romano
2025-08-15 12:06:19
Numero di risposte : 12
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Se l'avete raccolto voi stessi o vi è stato regalato occorre pulire il tartufo con una spazzolina per rimuovere i residui di terra. Potete usare anche uno spazzolino da denti nuovo. Il nostro consiglio è di evitare di lavarlo sotto un getto di acqua fredda, perché rischiereste di sciupare un così prezioso ingrediente. I tartufi neri acquistati in negozio o nei supermercati sono di solito già puliti e pronti all'uso. Potete quindi usarli subito per preparare tanti piatti gustosi. In questo tipo di preparazioni, potrete cimentarvi nel cucinare il tartufo grattugiato o tagliato a scaglie, che in genere viene aggiunto a crudo alle ricette, creando un mix di profumi avvolgenti e inebrianti. Il tartufo nero si presta per molte preparazioni. Potete usarlo come condimento per dare profumo a un risotto alla parmigiana, per esaltare piatti a base di formaggio o per dare una nota particolare a una vellutata.
Adriana Marini
Adriana Marini
2025-08-15 11:50:49
Numero di risposte : 14
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Prima di cucinarlo, è utile sapere che ci sono più varietà di tartufo, che si dividono in modo generico nei due colori: bianco e nero. Il tartufo bianco, più delicato, si valorizza a crudo, lontano dal fuoco, perfetto per essere grattugiato come guarnizione, mentre il tartufo nero ha un aroma che a contatto con il calore si sprigiona maggiormente e, per questo, può essere anche usato come farcitura per pasta fresca o arrosti. Altra raccomandazione: mai pulire il tartufo sotto l’acqua corrente, ma munendosi di spazzolino, pezzuola e, in caso, coltellino se dovessero esserci residui di terra difficili da eliminare. Detto ciò, ecco qualche idea per utilizzarlo senza sbagliare. Se punti sul tartufo bianco, usalo solo come guarnizione finale grattugiato o a lamelle dopo aver condito la pasta con un buon burro, panna fresca o formaggi cremosi tipo la robiola, che spingono in cremosità. Quello nero, invece, si esalta nell’aroma scaldandolo: via libera alla decorazione come per il precedente – il calore della pietanza darà il suo contributo -, ma anche in veste di farcitura nella pasta ripiena, mescolato con la ricotta per dei ravioli, da servire con il classico burro e salvia, magari arricchito da speck o prosciutto crudo croccante, oppure zucca e funghi insaporiti in padella. Hai dei tortellini o degli anolini da fare in brodo? Una volta impiattati, completa il tutto con il tartufo in lamelle. Sia che scegli il tartufo nero o bianco, il modo migliore per non fare errori è quello di unirlo a lamelle sottili o spolverizzato solo al momento di portare in tavola il piatto. Affidati al macellaio di fiducia per comprare la carne della tartare: opta per tagli come filetto, lombata, scamone, fesa, noce o magatello, puoi tritarla al coltello a casa oppure farlo fare direttamente a lui. Una volta formato con il coppapasta il medaglione, aggiungi sopra il tuorlo d’uovo e il tartufo a lamelle. Non ne servono grandi quantità: bastano qualche goccia o cucchiaio a fuoco spento per dare alle ricette, che siano bruschette, panini, primi o secondi la peculiarità distintiva del tartufo.