Esistono 5 varietà di tartufo che possiamo mangiare tutto l’anno.
Adesso è tempo di tartufo nero d’estate o scorzone disponibile da maggio fino a ottobre, il più comune e il più usato grazie anche alla sua versatilità in cucina.
Da settembre a dicembre troviamo il tartufo nero uncinato il cui odore ricorda quello delle nocciole ed è più gradevole e intenso di quello del tartufo nero estivo dal quale deriva.
Stesso periodo anche per il tartufo bianco, il diamante della gastronomia, il tartufo per eccellenza, il più pregiato e ricercato tra tutte le tipologie.
Da novembre a marzo è la volta del tartufo nero dolce o nero pregiato, il più noto e nobile tra i tartufi neri, le sue note aromatiche tendono alla cioccolata fondente o al brandy.
Infine il tartufo bianchetto reperibile da gennaio ad aprile, considerato come il “fratello minore” del bianco, meno conosciuto, dal gusto intenso e un po’ “sfacciato”, spiccatamente agliaceo.
Il tartufo va lavato in acqua fredda e passato con una spazzola in maniera delicata, ma ferma, poi lasciato asciugare all’aria o tamponato con la carta assorbente.
Per mantenerlo, invece, bisogna avvolgerlo nella carta assorbente e riporlo in un contenitore di vetro o plastica in frigo.
Bisogna rigorosamente controllarne il mantenimento per prevenire muffe e la perdita di peso; quindi sostituire la carta ogni due giorni perché l’ossigeno lo aiuta a rimanere vivo.
Non utilizzare olio extravergine d'oliva: per conservare tartufo in olio meglio utilizzare l’olio di semi in generale o olio di vinaccioli perché presentano un punto di fumo più alto e un sapore neutro che rispetta il gusto e i valori del tartufo.
Il tartufo non è un salame, non deve stare in frigorifero a invecchiare.
Il tartufo va preso e consumato.