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Come si vede se il tartufo è andato a male?

Graziano Gallo
Graziano Gallo
2025-08-25 22:20:04
Numero di risposte : 9
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Un tartufo andato a male perde il sapore squisito che lo rende così prezioso. Ma che cosa succede quando il profumo del tartufo inizia ad assomigliare a quello dell’ammoniaca? Significa che ci troviamo di fronte a un tartufo andato a male. Il consiglio migliore è buttarlo via e, la prossima volta, affidarsi all’olfatto, per riconoscere un tartufo andato a male alla prima annusata. L’odore di ammoniaca, molto forte e penetrante, è infatti facilmente riconoscibile anche dai meno esperti: al primo sentore di ammoniaca, quindi, posate il tartufo che stavate annusando e sceglietene un altro. Anche la consistenza può aiutarvi a identificare un tartufo andato a male. Se il tartufo che state saggiando presenta un sentore di ammoniaca e ha anche una consistenza gommosa, è sicuramente andato a male: abbandonatelo pure senza rimpianti e rivolgete la vostra attenzione a un prodotto più meritevole. Ricapitolando: Se un tartufo puzza di ammoniaca; Se un tartufo presenta parti gommose; Se un tartufo presenta tracce di muffa, accompagnata da scarsa consistenza e odore di ammoniaca; Se un tartufo presenta ospiti come piccole larve; Se, stringendolo, è duro come un sasso… … Probabilmente vi trovate di fronte a un tartufo andato a male o, comunque, da scartare: quindi, meglio lasciarlo dov’è!
Felice Silvestri
Felice Silvestri
2025-08-14 05:45:49
Numero di risposte : 9
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Il tartufo deve presentarsi duro al tato, compatto. Ma a stabilire se un tartufo è fresco contribuisce anche il naso: utilizzare l’olfatto sarà un’altra valida guida all’acquisto del prodotto giusto. L’odore deve essere intenso e quello caratteristico di idrocarburi. Se il tartufo profuma di ammoniaca allora significa che ha iniziato a deteriorarsi, forse non tutte le sue parti andranno buttate, ma di certo nessuno ne consiglierebbe a cuor leggero l’utilizzo, per non rischiare un’intossicazione da tartufo. Tutte le varietà di tartufo dovrebbero essere consumate a pochissimi giorni dalla raccolta, perché questo particolare fungo dura al massimo otto giorni e solo se ben conservato.

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