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Come usare il tartufo nero?

Franco Conti
Franco Conti
2025-09-17 20:04:49
Numero di risposte : 10
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Per cucinare il tartufo nero bisogna scegliere degli abbinamenti semplici che non rischino di coprire o rovinare il suo bouquet complesso e armonioso. I sapori del territorio di raccolta legati alla tradizione sono un modo sicuro di creare accostamenti che valorizzano il tartufo. Ecco alcuni abbinamenti tipici in grado di valorizzare il tartufo nero in cucina: Uova Burro Formaggi delicati Pasta Risotto Carni bianche magre Carni rosse, tartare e tagli pregiati. Il tartufo nero può essere tagliato a fette sottilissime con l’apposito tagliatartufi oppure può essere grattugiato, specialmente quando si tratta di inserirlo all’interno di salse e sughi, sempre gli ultimi minuti di cottura per evitare di cuocerlo troppo. Dopo averne messo una parte in cottura, tieni alcune belle fettine di tartufo nero da mettere direttamente sul piatto a crudo. Il tartufo nero è notoriamente più versatile del tartufo bianco, può essere usato anche in cottura ed è più facile da abbinare, tuttavia per cucinarlo al meglio e senza sprechi è necessario trattarlo con il dovuto rispetto, seguendo alcuni accorgimenti. In generale si può cucinare il tartufo nero anche in piatti caldi poiché, rispetto al bianco, resiste abbastanza bene alle temperature ed è possibile aggiungerlo poco prima di fine cottura. Per evitare inutili dispersioni di aroma è meglio portare il tartufo nero a temperatura ambiente prima di iniziare a cucinare.
Joseph Romano
Joseph Romano
2025-09-07 02:42:00
Numero di risposte : 9
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Come usare il tartufo nero. Esiste una grande differenza tra tartufo bianco e tartufo nero: se il primo dà il meglio di sé crudo e semplicemente grattato, il secondo si esalta in cottura. Il tartufo nero sprigiona tutto il suo aroma se sottoposto a cotture non troppo intense, ad esempio nei ripieni, cotto insieme ai risotti, nelle polpette, nei soufflé, nei finger food e nei patè. E, perché no, anche con il pesce. La carta dovrà essere cambiata ogni 1/2 giorni per evitare che assorba l’umidità dal tartufo e faccia nascere muffe che possono portare il tartufo a marcire. In freezer possiamo conservarlo anche sottoforma di burro tartufato, prodotto facendo prima sciogliere e poi solidificare del burro, delle scaglie di tartufo e due pizzichi di sale, o di salsa, unito a olio extravergine d'oliva scaldato insieme a uno spicchio d'aglio e a un po’ di sale. Per allungare la vita del tartufo possiamo infine conservarlo sott'olio, mettendolo in un barattolo e ricoprendolo completamente: così facendo durerà fino a 10 giorni e potrai utilizzarlo per preparare ad esempio il crostino con uovo bazzotto a olio al tartufo. Per trasferire parte dell’aroma del tartufo a uova o riso, inoltre, possiamo inserirli all'interno del contenitore anche se per un periodo limitato.

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Gianantonio Conti
Gianantonio Conti
2025-09-02 06:18:54
Numero di risposte : 10
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Potete usare anche uno spazzolino da denti nuovo. Il nostro consiglio è di evitare di lavarlo sotto un getto di acqua fredda, perché rischiereste di sciupare un così prezioso ingrediente. Potrete cimentarvi nel cucinare il tartufo grattugiato o tagliato a scaglie, che in genere viene aggiunto a crudo alle ricette, creando un mix di profumi avvolgenti e inebrianti. Abbinatelo al carpaccio e delle insalate. In entrambe le ricette potete unire ingredienti differenti: verdure, carne, formaggi, pesce e tartufo. Per impreziosire una semplice insalata, potete affidarvi alla salsa tartufata, realizzata con una base di yogurt, aromatizzata con il tartufo grattugiato, uno spicchio d'aglio tritato e un po' di aneto. Il tartufo nero si presta per molte preparazioni. Potete usarlo come condimento per dare profumo a un risotto alla parmigiana, per esaltare piatti a base di formaggio o per dare una nota particolare a una vellutata.
Gino Martino
Gino Martino
2025-08-26 16:31:42
Numero di risposte : 11
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Il tartufo nero ha un aroma che a contatto con il calore si sprigiona maggiormente e, per questo, può essere anche usato come farcitura per pasta fresca o arrosti. Quello nero, invece, si esalta nell’aroma scaldandolo: via libera alla decorazione come per il precedente – il calore della pietanza darà il suo contributo -, ma anche in veste di farcitura nella pasta ripiena, mescolato con la ricotta per dei ravioli, da servire con il classico burro e salvia, magari arricchito da speck o prosciutto crudo croccante, oppure zucca e funghi insaporiti in padella. Hai dei tortellini o degli anolini da fare in brodo? Una volta impiattati, completa il tutto con il tartufo in lamelle. Sia che scegli il tartufo nero o bianco, il modo migliore per non fare errori è quello di unirlo a lamelle sottili o spolverizzato solo al momento di portare in tavola il piatto. Un altro binomio con cui andare a colpo sicuro per valorizzare il tartufo in cucina è quello con la carne cruda. Si tratta di un abbinamento tipico in Piemonte, che unisce due eccellenze del territorio come la fassona, la razza bovina piemontese nota per avere una carne magra di alta qualità e il tartufo, appunto, bianco o nero. Una variante può essere il carpaccio: alla ricetta basic, togli la rucola e sostituiscila con scaglie di tartufo. Non ne servono grandi quantità: bastano qualche goccia o cucchiaio a fuoco spento per dare alle ricette, che siano bruschette, panini, primi o secondi la peculiarità distintiva del tartufo.

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Edvige Bernardi
Edvige Bernardi
2025-08-15 11:31:53
Numero di risposte : 5
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Il tartufo, una volta acquistato prima lo si usa e meglio è, in quanto col tempo tende a deperire. Puoi conservarlo in frigorifero pochi giorni avvolto nella carta assorbente, avendo l’accortezza di cambiarla ogni giorno. Ricordati anche che il tartufo va pulito solo al momento di utilizzarlo. Togli con delicatezza la terra in eccesso utilizzando uno spazzolino pulito. Metti il tartufo sotto un filo di acqua corrente fredda e puliscilo con estrema delicatezza. Asciuga il tartufo alla perfezione con un panno pulito o con della carta assorbente. A questo punto non ti resta che tagliarlo a fettine sottili con l’affetta tartufi, utilizzandone una parte per il soffritto e una parte a crudo, per guarnire le tagliatelle. Mettere in una padella lo spicchio d'aglio in camicia e l'olio extra vergine di oliva. Lasciar soffriggere a fuoco basso. Eliminare l'aglio prima che prenda colore e aggiungere il tartufo. Mescolare, regolare di sale e lasciare insaporire per qualche secondo. Cuocere le tagliatelle e scolarle al dente, conservando un mestolo di acqua di cottura. Versare le tagliatelle nella padella insieme alla salsa di olio e tartufo, aggiungendo l'acqua di cottura. Saltare per qualche secondo e servire.