Il Tiramisù è il delizioso dolce al cucchiaio di cui si conoscono diverse varianti e interpretazioni.
L’originale prevede ingredienti semplici, come savoiardi, caffè, mascarpone, uova, zucchero e cacao amaro.
Consistenza morbida e gusto inconfondibile, è particolarmente apprezzato in Cina, nei paesi anglosassoni, ma anche da francesi, tedeschi e spagnoli.
Un peccato di gola “mondiale” davvero irresistibile.
In seconda posizione troviamo un altro dolce al cucchiaio, la Panna Cotta.
Semplice e gustosa, questo “budino” nato in Piemonte e poi diffuso in tutta Italia e nel mondo, viene apprezzato per la sua semplicità e leggerezza, fatta di latte, panna, zucchero e colla di pesce.
Si consuma a fine pasto o a merenda ed è inclusa nel menù della maggior parte dei ristoranti del mondo.
Il plus? È nell’abbinamento.
C’è chi la preferisce al naturale e chi, invece, ama la versione con la salsa di frutti rossi, alle fragole o ai mirtilli, oppure nelle versioni con il cioccolato, il caramello o il caffè.
Terza posizione per la Zuppa Inglese che, a dispetto del nome, è italianissima.
Pare, infatti, che sia stata servita per la prima volta a Ferrara, alla corte dei Duchi d’Este, durante il Rinascimento.
Da allora, questo delizioso prodigio a base di pan di spagna imbevuto nel liquore (il più tradizionale è l’Alchermes, dal colore rosso vivo), e farcito con strati di crema pasticcera e crema al cioccolato si è diffuso prima in tutta l’Emilia Romagna e poi in Italia e nel mondo.
Sono nati a Torino, e da qui sono diventati un simbolo non solo dell’Italia, ma dei piccoli grandi piaceri della vita.
Sono i Gianduiotti, i cioccolatini dalla tipica forma a piramide a base rettangolare, che ricorda una barca rovesciata, avvolti nell’immancabile carta dorata.
Pochi raffinati ingredienti, come pasta e burro di cacao, zucchero, nocciole del Piemonte e vaniglia li hanno resi famosi nel mondo per l’inconfondibile profumo di cacao e nocciole e per la cremosità che li fa letteralmente “sciogliere in bocca”.
La specialità del Trentino Alto Adige conquista la quinta posizione tra i dolci italiani più amati nel mondo grazie al delizioso connubio di mele trentine, zucchero, uva passa, frutta secca, cannella e scorzette d’arancia, racchiusi in deliziosa e fragrante pasta sfoglia.
I paesi che ne vanno più matti? Sono quelli anglosassoni.
Se la pizza è il piatto napoletano più noto a amato all’estero, passando al dolce, spopola la sfogliatella, altro delizioso simbolo della tradizione culinaria partenopea.
Impossibile resistere a questa squisitezza dall’inconfondibile forma a conchiglia, formato da una sfoglia sottilissima, ripiena di una crema a base di ricotta profumata ai fiori d’arancio e spolverata di zucchero a velo.
E anche tra la versione “riccia”, cioè con il guscio di pasta sfoglia, o “morbida”, con il guscio di pasta frolla, la scelta è ardua.
Un’altra delizia regionale al settimo posto della Top Ten: il Cannolo Siciliano.
Profuma della ricca terra di Sicilia questa delizia dalla forma inconfondibile, in cui cremosità e croccantezza si sposano in un irresistibile connubio.
La ricetta tradizionale prevede una crema spumosa a base di ricotta di pecora, zucchero e, a seconda della variante, gocce di cioccolato, scorzette d’arancia o ciliegie candite, oppure granella di pistacchi.
All’estero li chiamano “italian cookies” o “italian macaroons” e gli anglosassoni ne vanno matti.
Sono gli amaretti, all’ottava posizione della Top Ten.
Famosi e apprezzati per il delizioso contrasto tra il dolce e l’amaro delle mandorle, c’è chi apprezza la versione più “secca” e croccante, da abbinare a liquori e vini dolci, chi la versione più morbida, da consumare insieme al tè delle cinque.
Tra i dolci italiani più antichi, al nono posto troviamo il torrone, in tutte le sue piacevoli e golose varianti regionali, da quello di Cremona a quello sardo fi Tonara (NU).
C’è solo l’imbarazzo della scelta tra la versione morbida o croccante, con cioccolato, mandorle, pistacchi o frutta candita.
Chiude la Top Ten il babà, l’irresistibile squisitezza al forno dalla forma “a fungo” e imbevuto, nella versione più classica, di rum, caratteristico della pasticceria napoletana.
Il babà ha una storia curiosa.
Pare, infatti, che sia nato in Polonia, attorno agli anni Trenta dell’Ottocento e che, propria grazie al pasticcere che lo creò, si diffuse prima nella regione francese dell’Alsazia – Lorena.
Ma solo quando il babà giunse a Napoli, che ne fece la sua irresistibile versione, la sua deliziosa fama si diffuse in tutta Italia e poi nel mondo.