La grande distinzione tra tartufi neri e tartufi bianchi è convenzionale, ma abbastanza imprecisa. Ad esempio per tartufi neri intendiamo almeno tre tipologie di tartufi diversi: il pregiato, l’uncinato e lo scorzone, che fra di loro hanno grandi diversità. Mentre per tartufo bianco intendiamo prima di tutto il tartufo pregiato, che si trova nella stagione autunnale che va all’incirca dagli inizi di Ottobre alla fine di Dicembre. Il tartufo bianco è l’unico che non si può coltivare. Il tartufo bianco è in una quantità sempre più scarsa rispetto a quello nero. Il prezzo del tartufo bianco è estremamente più elevato rispetto a quello del nero, anche se si tratta di tartufo nero pregiato. Il tartufo bianco ha la parte esterna, che si chiama peridio, abbastanza liscia, mentre quello nero, con le dovute differenze, ha delle piccole protuberanze che lo rendono anche più resistente e quindi meno delicato. Il tartufo bianco infatti, proprio a causa della sua natura molto particolare, andrebbe consumato per lo più fresco. Un tartufo nero invece potrebbe arrivare anche un paio di settimane di conservazione, senza perdere le sue qualità intrinseche. Il tartufo bianco è molto legato al suo profumo e quindi al naso, mentre in bocca si presenta con un gusto tenue. Il tartufo nero pregiato invece ha un odore meno importante, ma un sapore estremamente riconoscibile e indimenticabile, che vira anche su note dolci, quasi cioccolatose. Il tartufo bianco, in virtù del suo profumo e della sua delicatezza, va mangiato a crudo e in purezza, sopra una pietanza. Il tartufo nero invece, se ha sotto una pietanza calda, oppure viene usato in una mantecatura, può riuscire ancora meglio ad emanare tutti i suoi aromi.