La "Cerca e cavatura del Tartufo in Italia" rappresenta un patrimonio culturale immateriale di conoscenze e pratiche tramandate oralmente per secoli che caratterizzano la vita rurale dei tartufai nei territori tartufigeni italiani.
Un patrimonio di conoscenze vaste, incentrate sulla profonda conoscenza dell'ambiente naturale e dell'ecosistema, che enfatizza il rapporto tra uomo e animale, riunendo le competenze del tartufaio e quelle del cane con la sua capacità olfattiva, di cui l'uomo è abile addestratore e con il quale crea un rapporto simbiotico.
Una tradizione antica che racconta di una pratica che accomuna l'Italia dal nord al sud declinata secondo l'identità culturale locale, tramandata attraverso storie, aneddoti, pratiche e proverbi che raccontano di un sapere che riunisce vita rurale e tutela del territorio.
Per noi tartufai è una grande soddisfazione, perché siamo i "custodi" di questa tradizione che oltre a regalarci delle prelibatezze enogastronomiche e a far girare la nostra economia, ci consente di mantenere i nostri boschi incontaminati.
Anche quelli sono un vero e proprio patrimonio da tutelare in ogni modo.
Vedere riconosciuta la cavatura del tartufo come patrimonio culturale immateriale, significa aver attuato, negli anni, politiche a tutela del territorio e dell'ambiente, oltre ad aver lavorato su una progettualità condivisa basata sulle competenze, che oggi ci premia con questo splendido risultato.
La "Cerca e della cavatura del tartufo in Italia: conoscenze e pratiche tradizionali" è ufficialmente iscritta nella lista UNESCO del Patrimonio culturale immateriale dell'Umanità.