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Dove è stato inventato il tartufo?

Isabella Leone
Isabella Leone
2025-08-12 10:46:39
Numero di risposte : 10
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Fonti storiche non accertate attribuiscono la scoperta del tartufo ai babilonesi, nel 3000 a. C., essendosi probabilmente imbattuti nel tipo di tartufo che ancora oggi cresce nelle terre sabbiose dell’Asia Minore, la Terfezia Leonis. Il tartufo veniva già considerato come uno tra i più pregiati e aromatici. Un altro importante testo scientifico sul tartufo è l’opera Funghi Hypogaei di Louis René Tulasne del 1862. Tulasne scoprì finalmente da dove nasceva il tartufo, ovvero dal micelio, un apparato vegetativo costituito da filamenti facenti parte della maggior parte dei funghi. Nel 1892 lo studioso Gaspard Adolphe Chatin, a seguito dei suoi numerosi studi sul tartufo, riesce a dare una denominazione appropriata a esso. Il tartufo viene collocato nella famiglia delle Tuberacee, genere Tuber.
Cesare Costantini
Cesare Costantini
2025-08-12 10:13:46
Numero di risposte : 11
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I primi a portare in tavola il tartufo, secondo recenti fonti storiografiche, furono i Babilonesi prima e i Sumeri in epoca successiva. Possiamo dunque datare al 3.000 a.C. la scoperta di questo pregiato fungo ipogeo e il suo contestuale utilizzo in cucina. Le notizie sull’uso culinario del tartufo si fanno più consistenti dal Rinascimento in avanti. È noto che nel Settecento i tartufi piemontesi erano apprezzati al punto che i Savoia li utilizzavano come “dono diplomatico”, inviandoli presso tutte le corti europee. Il tartufo bianco d’Alba ha acquisito fama internazionale grazie a Giacomo Morra, fondatore di Tartufi Morra e ideatore della Fiera del tartufo d’Alba.

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Gabriella Ruggiero
Gabriella Ruggiero
2025-08-12 09:46:08
Numero di risposte : 5
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Il tartufo ha origini antichissime. Basti pensare che alcuni studiosi ritengono che questo raro prodotto della terra era già conosciuto, e consumato, al tempo dei Sumeri e dei Babilonesi. La prima vera testimonianza diffusa in Europa, la si può trovare nella Naturalis Historia di Plinio il Vecchio. Gli aneddoti riportati hanno rivelato che il tartufo era molto apprezzato a tavola dagli antichi Romani che avevano copiato l’uso culinario dagli antichi Etruschi. Anche i greci usavano il tartufo nella loro cucina. Il tartufo veniva considerato altamente afrodisiaco. Il rinascimento Nel medioevo del tartufo se ne perde traccia fino a quando non ricompare nell’età rinascimentale tra le tavole delle nobili Caterina de’ Medici e Lucrezia Bolgia, oltre che nei banchetti più prestigiosi d’Europa. In Piemonte, nel 1600, se ne faceva un consumo rilevante per imitare quelli della Francia.
Carla Martini
Carla Martini
2025-08-12 08:45:56
Numero di risposte : 13
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Molto probabilmente nacque a Chambery, capoluogo francese della Savoia, a ovest di Torino. Il Piemonte ovviamente non è fuori da questa storia. La versione piemontese del cioccolatino tartufo Il Piemonte fu immediatamente recettivo. La leggenda vuole che il tartufo dolce sia stato realizzato per la prima volta con una torroniera spenta, utilizzando il calore residuo per impastare il composto che non doveva cuocere ma solo amalgamarsi. Era il 1885 e ancora oggi questo cioccolatino è una prelibatezza tipica di questa regione.

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Donato Cattaneo
Donato Cattaneo
2025-08-12 07:15:34
Numero di risposte : 11
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Il tartufo di Pizzo è un prodotto tipico della pasticceria calabrese nato a Pizzo Calabro, in provincia di Vibo Valentia. Il tartufo, nella sua forma attuale, nacque nel 1952 circa per puro caso, avendo esaurito gli stampi e le forme per confezionare il gelato sfuso per rifornire gli invitati di un matrimonio, sovrappose nell'incavo della mano una porzione di gelato alla nocciola ad uno strato di gelato al cioccolato, inserì quindi all'interno del cioccolato fuso ed avvolse il tutto in un foglio di carta alimentare da zucchero dandole la forma tipica del tartufo. Il tartufo di Pizzo è stato inventato da Giuseppe De Maria, detto "Don Pippo", un giovane pasticciere di Messina che lavorava nella gelateria di Pizzo. Celebrati i 66 anni della nascita del TARTUFO DI PIZZO, e del suo creatore Giuseppe De Maria.
Romano Gentile
Romano Gentile
2025-08-12 05:12:25
Numero di risposte : 14
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Si dice che gli antichi Ateniesi lo adorassero al punto da conferire la cittadinanza ai figli di Cherippo per aver inventato una nuova ricetta col prelibato fungo. Il poeta Giovenale ad esempio la fa risalire ad un fulmine scagliato da Giove in prossimità di una quercia. Il tartufo veniva considerato altamente afrodisiaco e veniva anche chiamato il cibo degli dei. Un divertimento per i nobili Nel ‘700, il tartufo Piemontese era considerato presso tutte le Corti europee una prelibatezza, e la sua ricerca costituiva un divertimento di palazzo, per cui gli ospiti e gli ambasciatori stranieri in visita a Torino erano invitati ad assistervi. I primi testi scientifici Nel 1780 venne pubblicato a Milano il primo libro riguardante il Tartufo Bianco d’Alba, battezzato col nome di Tuber magnatum Pico. Un naturalista dell’orto botanico di Pavia, il Dottor Carlo Vittadini, pubblicò a Milano nel 1831 la Monographia Tuberacearum, la prima opera che gettò le basi dell’idnologia, la scienza che si occupa dello studio dei tartufi, descrivendone ben 51 specie diverse. Molto probabilmente il loro tuber terrae non era il profumato tartufo di cui noi oggi ci occupiamo, bensì la terfezia Leonis (Terfezia Arenaria), una qualità raccolta ancora oggi in Puglia e Sardegna ma di scarso valore commerciale. I sovrani Italiani Vittorio Amedeo II e Carlo Emanuele III si dilettavano nell’organizzare vere e proprie battute di raccolta.

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Concetta Costantini
Concetta Costantini
2025-08-12 05:10:30
Numero di risposte : 11
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L'etimologia della parola tartufo sembra derivi dal latino terrae tufer, escrescenza della terra dove tufer sarebbe usato al posto di tuber. Le prime notizie certe compaiono nella “Naturalis Historia” dell’erudito latino Plinio il Vecchio, dove il tuber era molto apprezzato sulla tavola dei romani i quali molto probabilmente lo avevano conosciuto dagli etruschi. In tempi recenti lo storico Giordano Berti ha ipotizzato che il termine tartufo derivi da terra tufule tubera titolo di presentazione di un’illustrazione della raccolta del tartufo contenuta in un "Tacuinum sanitatis" della bibliotaca casanatese presso il convento di Santa Maria sopra Minerva a Roma. Attualmente nello stesso castello di Cafaggiolo, in autunno, sono organizzate aste internazionali di tartufo bianco toscano. Caterina dei Medici fece apprezzare alla corte di Francia il tartufo bianco proveniente dal castello Mediceo di Cafaggiolo, dove hanno vissuto Lorenzo il Magnifico e Cosimo I. La poche righe descrittive parlano di “terra tufulae” dove il termine tufule diffusosi nella dizione volgare in Italia emigrando in altri paesi d’Europa si era contratto in truffé in Francia, truffel in Germania, truffle in Inghilterra.