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I tartufi sono una droga?

Sebastian Sartori
Sebastian Sartori
2025-08-13 02:45:13
Numero di risposte : 10
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I tartufi contengono lo stesso principio psicoattivo dei funghetti magici La calma, dice che è una specie di terapia Mia madre sperimenta con le droghe da un po’ Un giorno stavamo parlando di tartufi—che contengono lo stesso principio psicoattivo dei funghetti magici—e lei ha deciso di provarli All’inizio l’abbiamo detto per scherzo, ma dopo averne parlato un po’ abbiamo deciso di farlo davvero I tartufi contengono lo stesso principio psicoattivo dei funghetti magici
Filippo De Angelis
Filippo De Angelis
2025-08-13 02:40:48
Numero di risposte : 10
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I tartufi magici e i funghi magici offrono esperienze psichedeliche uniche. Tuttavia, una domanda comune è: quale dosaggio è quello giusto? Il dosaggio dipende da vari fattori come il tipo di tartufo o fungo, la tolleranza personale, l'effetto desiderato e l'ambiente. Gli effetti dei tartufi magici e dei funghi magici variano a seconda del dosaggio. Una dose più bassa può causare lievi cambiamenti visivi e un'alterata percezione del tempo e dello spazio, mentre una dose più alta può causare allucinazioni visive più intense e forti emozioni. Storicamente, funghi e tartufi psichedelici sono stati utilizzati da molte culture per scopi spirituali e rituali. Il dosaggio medio per i tartufi di psilocibina è di circa 10-15 grammi di tartufi freschi o 1-2,5 grammi di tartufi secchi. Per un viaggio leggero si consiglia una dose di 7-10 grammi di tartufo fresco. Per un'esperienza completamente psichedelica una dose di 15-22 grammi di tartufo fresco è l'ideale. Per un'esperienza moderata con i Golden Teacher Mushrooms, si consiglia una dose di 1-2 grammi di funghi secchi. I tartufi e i funghi sono sostanze che contengono psicoattivi come la psilocibina, quindi per certi versi potrebbero esserlo, l'importante è ricordare di utilizzarli nel modo corretto e sicuro e sempre in quantità controllata e con moderazione

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Diamante Colombo
Diamante Colombo
2025-08-12 23:56:35
Numero di risposte : 17
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Il tartufo contiene la molecola del piacere, ovvero un cannabinoide simile a quello della cannabis. L'anandamide è un composto simile al Thc che scatena il rilascio di sostanze chimiche che regalano benessere e modulano l'umore. La nostra idea è che i tartufi usino la sostanza per attrarre gli animali e spingerli a nutrirsene, in modo che le spore possano essere disseminate nell'ambiente e questo favorisca la diffusione dei tartufi stessi. Ora viene da chiedersi se una scoperta simile potrà avere implicazioni sul mondo delle droghe leggere.
Grazia Morelli
Grazia Morelli
2025-08-12 23:40:11
Numero di risposte : 14
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Il tartufo, in particolare quello nero, contiene livelli elevati di una molecola del piacere, l'anandamide, un cannabinoide simile al Thc contenuto nella cannabis. L'anandamide è una sostanza naturalmente presente nel cervello degli animali che scatena il rilascio di sostanze chimiche che regalano il benessere e modulano l'umore. Del resto il suo nome in sanscrito infatti significa proprio piacere estremo o estasi. I tartufi hanno bisogno di essere mangiati dagli animali per poter disperdere le loro spore: il loro intenso odore li attira e l'anandamide li soddisfa. Infatti l'anandamide è una sostanza psicoattiva presente anche nel latte materno e stimola il neonato ad assumerlo.

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Alessio Russo
Alessio Russo
2025-08-12 21:48:14
Numero di risposte : 16
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Il segreto della passione per i tartufi potrebbe nascondersi in una molecola nascosta, svelata da una ricerca tutta italiana. Questi tuberi, in particolare il tartufo nero, contengono infatti una 'molecola del piacere' simile alla sostanza che dà alla cannabis le sue proprietà psicoattive. Si tratta dell'anandamide, un composto simile al Thc, il cui nome deriva dal sanscrito e significa piacere estremo o estasi. L'anandamide scatena il rilascio di sostanze chimiche che regalano benessere e modulano l'umore. La nostra idea è che i tartufi la usino per attrarre gli animali e spingerli a nutrirsene, in modo che le spore possano essere disseminate nell'ambiente e questo favorisca la diffusione dei tartufi stessi. La sostanza nel tartufo è psicoattiva e, secondo il ricercatore italiano, non serve ad attrarre l'animale da lontano. Piuttosto punta ad appassionarlo a questo alimento. Questo endocannabinoide è presente anche nel latte materno e stimola il neonato ad assumerlo. Il tartufo è una specie molto più antica della cannabis. E la presenza di questa molecola nel tartufo ci dice che i segnali endogeni interni per produrre la sostanza psicoattiva sono antecedenti alla pianta che la contiene.