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Come classificare il tartufo?

Sonia Moretti
Sonia Moretti
2025-08-13 02:20:48
Numero di risposte : 14
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I tartufi sono funghi ipogei, che nascono quindi sottoterra, appartenenti al regno dei funghi e alla divisione Ascomycota. La classe dei tartufi è quella dei Pezizomycetes, l’ordine quello dei Pezizales. I tartufi fanno poi parte della famiglia delle Tuberacee: negli appartenenti a questa famiglia, il corpo fruttifero ha la forma di un tubero, una scorza esterna rugosa o liscia e una parte interna solcata da venature. I tartufi appartengono al genere tuber, ma non sono un tubero. Le varietà di tartufo disponibili in natura sono molte, oltre 60. Tuttavia, soltanto nove sono quelle commestibili e, tra queste, solo sei quelle che si trovano più comunemente in vendita.
Elsa Benedetti
Elsa Benedetti
2025-08-13 02:15:53
Numero di risposte : 17
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La determinazione delle diverse specie di tartufi è basata essenzialmente su caratteri morfologici come forma, dimensione, colore, ornamentazioni del peridio, aspetto della gleba, profumo e sapore. La determinazione della specie in laboratorio avviene attraverso il riconoscimento delle spore oppure con tecniche di analisi biomolecolare. Sono 6 quelle più comunemente commercializzate: Tuber Magnatum Pico (Tartufo Bianco d’Alba o di Acqualagna o Bianco pregiato) Tuber Melanosporum Vittadini (Tartufo nero di Norcia o nero pregiato) Tuber Aestivum Vittadini (Scorzone) Tuber Borchii Vittadini (Bianchetto o Marzuolo) Tuber Brumale Vittadini (Invernale) Tuber Macrosporum Vittadini (Nero Liscio).

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Giobbe Romano
Giobbe Romano
2025-08-13 00:59:10
Numero di risposte : 15
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Come si riconosce: per il peridio liscio, i colori chiari, il profumo inconfondibile, il periodo di sviluppo autunnale. Come si riconosce: per il peridio liscio, i colori chiari o rossicci, le piccole dimensioni, il profumo agliaceo, l’epoca di sviluppo tardo invernale-primaverile. Come si riconosce: per il peridio grossolanamente verrucoso, la gleba più chiara rispetto alle altre specie di “tartufi neri”, le dimensioni generalmente elevate e, soprattutto, il periodo di maturazione prevalentemente estivo. Come si riconosce: è molto simile al tartufo scorzone, tanto che, secondo alcuni studiosi, sarebbe una varietà autunnale dello stesso. Le differenze, non sempre facilmente percepibili, sono legate all’aspetto del tartufo, al profumo e, soprattutto, al periodo di maturazione più tardivo. Come si riconosce: per le verruche piccole e poco pronunciate del peridio, per il colore scuro con tonalità violacee della gleba e per il profumo dolce. Come si riconosce: è simile al tartufo nero pregiato, e presenta uno spiccato odore di muschio. Come si riconosce: per il peridio liscio, odore gradevole, agliaceo, sapore gustoso, simile a quello di T. magnatum Pico.
Odino Leone
Odino Leone
2025-08-12 22:53:42
Numero di risposte : 8
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Il metodo più comunemente usato per identificare una specie di tartufo è l’analisi organolettica manuale, effettuata entro breve tempo dalla raccolta. I diversi tipi di tartufo si distinguono per una serie di caratteristiche: Il profumo, che è unico per ogni tipologia Il sapore, anche questo peculiare per ogni tipo L'aspetto del peridio, che è la scorza esterna L'aspetto della gleba, la parte interna carnosa Il periodo di maturazione, che varia da specie a specie. Utilizzato più raramente, un metodo alternativo consiste nell’analisi in laboratorio, dove le spore del tartufo vengono identificate con tecniche di analisi biomolecolare. Esistono moltissime varietà di tartufo: le specie Tuber classificate sono infatti quasi un centinaio, anche se solo una netta minoranza di queste sono considerate commestibili. La maggior parte sono infatti tossiche o caratterizzate da proprietà organolettiche non apprezzabili in cucina. In Italia la legge consente la raccolta e commercializzazione di sole nove specie di tartufo, che includono tutte quelle considerate commestibili. Tra queste nove, sono sei quelle principali che si contendono il mercato.

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Antonina Palumbo
Antonina Palumbo
2025-08-12 22:31:45
Numero di risposte : 11
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In natura esistono cento tipi di tartufi ma solo nove sono commestibili e possono essere commercializzati in Italia. Nella nostra classificazione le prime sei specie sono sicuramente le più commercializzate (99% del mercato). Esistono molti tipi di tartufi tossici o caratterizzati da proprietà organolettiche insignificanti. Bisogna fare molta attenzione, in particolare, alle terfezie (tartufi della sabbia) provenienti dai paesi nord-africani (esteticamente simili ai bianchetti) ed al tuber indicum proveniente dalla Cina (esteticamente simile al tartufo nero pregiato). La commercializzazione di questi tartufi è tassativamente vietata in Italia poiché si tratta di specie completamente inodori ed insapori ma anche poiché possiedono spore molto resistenti che potrebbero facilmente infestare la nostra tartuficoltura.