I tartufi considerati non commestibili non sono raccoglibili né commercializzabili, tuttavia di solito non sono tossici, tanto che vengono mangiati anche da alcuni animali.
Tra i tartufi non commestibili troviamo:
Tartufo Legnoso o Tartufo Scavato (Tuber excavatum Vitadd.).
Si chiama excavatum perché presenta una ampia e profonda cavità centrale.
Il peridio è di colore ocra scuro e la gleba è talmente coriacea che quando viene essiccata diventa dura come un sasso.
E’ un tartufo molto comune ma la durezza e la mancanza di profumo lo rendono non commestibile.
Tartufo Rosso (Tuber rufum).
Ha peridio di color rosso ruggine e gleba della stessa tonalità ma più chiara.
Ha un odore forte e nauseante che lo rende non commestibile.
Tartufo Matto (Balsamia vulgaris Vitadd.).
Ha peridio color arancio o ruggine e gleba molle che assomiglia ad un cervello.
E’ leggermente tossico ma, anche grazie all’odore nauseante e all’aspetto particolare, è facilmente distinguibile dagli altri tartufi!
Tartufo dei Porci (Choiromyces meandriformis) può ricordare un po’ il Tartufo Bianco, tanto che viene anche detto Falso Tartufo Bianco.
Il peridio è liscio, color crema, spesso con macchie e la gleba è biancastra; il profumo debole e fungino, soprattutto da giovane, ricorda quello del Tartufo Bianco.
Quando è maturo, soprattutto in grandi quantità, è tossico, per cui non è commestibile.
Tartufo dei Cervi (Elaphomyces granulatus).
Tartufo tipico dei boschi di aghifoglie, dal forte odore di aglio, di cui sono ghiotti cervi, caprioli, lepri e i cinghiali.
Tartufo Ferroso (Tuber ferrugineum) di color ruggine, ha odore di aglio e di marcio.
Tartufo Fetido o Puzzola (Tuber foetidum), di color rosso bruno, molliccio e dall’odore nauseabondo.