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Come capire se il tartufo è ancora buono?

Nunzia Bellini
Nunzia Bellini
2025-08-31 04:04:07
Numero di risposte : 8
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Dunque, cosa serve per capire se un tartufo è un buon tartufo? Vista, tatto e olfatto. Alla vista il prezioso funfo deve avere un aspetto tondeggiante talvolta più o meno irregolare a seconda del terreno e della regione in cui si sviluppa ma mai con escrescenze troppo pronunciate. Non deve essere stato intaccato da vermi o lumache e non deve avere muffa o marciscenza. Al tatto deve essere turgido, perchè se tende al molliccio o gommoso, vuol dire che è già vecchio. Se quando lo prendete in mano, ritenete che abbia un peso specifico non in linea con il suo volume, cioè troppo leggero, vuol dire che anche in questo caso si è parecchio disidratato perdendo acqua, ma per questa valutazione bisogna avere un po di esperienza e per questo ci siamo noi di tartufo.com. Infine l'olfatto. La prima cosa che deve colpirvi è la gradevolezza del suo profumo. Un buon tartufo bianco non presenta mai una nota stonata sotto il profilo olfattivo. Se percepite anche il minimo sentore di muffa, allora lasciate perdere. Il suo odore intenso e deciso, rimanda a quello del formaggio grana con un vago sentore agliaceo e di corteccia degli alberi con cui ha stretto un legame simbiotico.
Fiorenzo Mazza
Fiorenzo Mazza
2025-08-24 08:41:30
Numero di risposte : 10
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Il tartufo deve fare una certa resistenza, se lo pigiamo e riusciamo a penetrarlo, questo tartufo ha qualcosa che non va. Il profumo che si avvicina in natura a quello del tartufo è un composto di miele millefiori, fieno di prato stabile e aglio. Quando questi tre componenti sono armoniosi, il tartufo è ottimo. Non si deve mai sentire odore di ammoniaca o di marcescenza, perché vuol dire che il tartufo è in decomposizione. Il profumo del tartufo ha un’intensità crescente, poi entra in una fase stabile, infine comincia a declinare. Dunque se l’odore è poco intenso la trifola potrebbe essere datata. La parte interna non deve essere mai bianca, altrimenti significa che il tartufo è immaturo. Deve avere un colore marmorizzato, in cui distinguiamo una zona più chiara e una più scura. Nel bianco pregiato il colore predominante è il nocciola, ma a seconda dell’annata può variare. Non deve essere mai un colore opaco, perché questo è tipico del tartufo che ha sofferto o che è vecchio. Sono ottimi anche dei tartufi globosi o con delle cavità, l’importante è che siano sani, integri. Se è rotto il tartufo va consumato molto velocemente.

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Grazia Rinaldi
Grazia Rinaldi
2025-08-14 03:13:43
Numero di risposte : 12
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Per capire se un tartufo è ancora buono bisogna osservarne bene le caratteristiche e sentirne il profumo, che deve essere intenso e ricco di sentori. Un tartufo andato a male perde il sapore squisito che lo rende così prezioso. Un tartufo di qualità non deve presentare parti gommose o troppo morbide, ma non deve nemmeno essere troppo duro. Se il profumo del tartufo inizia ad assomigliare a quello dell’ammoniaca significa che ci troviamo di fronte a un tartufo andato a male. Se un tartufo puzza di ammoniaca, se presenta parti gommose, se presenta tracce di muffa accompagnata da scarsa consistenza e odore di ammoniaca, se presenta ospiti come piccole larve, è probabile che sia andato a male. Se, stringendolo, è duro come un sasso, è meglio lasciarlo dov’è.
Boris Mariani
Boris Mariani
2025-08-14 02:58:37
Numero di risposte : 9
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Il primo senso: la vista L’analisi visiva ci consentirà di valutare “l’integrità” di un tartufo e fidatevi: l’estetica non c’entra nulla. Più un tartufo è integro, quindi non spezzato o con scavature profonde, più si conserverà nel tempo. La valutazione tattile è forse la più importante perché ci consente di capire se il tartufo è fresco o meno. Un tartufo è fresco quando è stato “cavato”, ossia estratto dalla terra poco tempo prima. Un tartufo fresco risulterà duro e tosto sotto le dita mentre un tartufo con una consistenza morbida quasi da effetto “gomma” sarà sicuramente un tartufo cavato da molti giorni. La fase olfattiva è senza dubbio la più soggettiva in quanto il ventaglio di sensazioni che l’aroma del tartufo emana viene percepito in maniera diversa da ognuno di noi. In linea generale l’aroma del tartufo deve essere gradevole al naso e, volendo fare una distinzione sommaria, possiamo dire che il profumo del tartufo bianco ricorda molto quello del miele, del fieno, con sentori tendenti all’aglio e al grana. Mentre l’aroma dei tartufi neri ricorda i profumi del sottobosco e dei funghi. Diffidate quando un tartufo “odora” di ammoniaca molto pungente. Ricordate che esistono vari tipi di tartufo, molti più pregiati di altri: domandate sempre di che tipo di tartufo si tratta per evitare che vi venga venduto un tartufo “pregiato” che cosi non è. Accertatevi sempre che il tartufo sia Made in Italy e non estero. Osservate la “pezzatura” ovvero la grammatura della pepita di tartufo: le pezzature inferiori ai 15 gr hanno un valore economico inferiore rispetto alle pezzature più grandi.

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Nicoletta Guerra
Nicoletta Guerra
2025-08-14 01:00:28
Numero di risposte : 12
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Come capire se il tartufo è ancora buono? Un buon tartufo deve avere un buon odore tipicamente agliaceo, essere duro al tatto, e un colore brillante. Il fatto però è che una “spolveratina” di tartufo bianco o nero resta un'eccezione, da dedicarsi nelle occasioni speciali. Quando l'acqua è ai primi posti della lista degli ingredienti, e a seguire ci sono sostanze come lecitina di soia o fibra vegetale, è bene sapere che servono per creare volume, e non sono un valore aggiunto per la qualità del prodotto. Aromi è una voce che compare spesso nella lista di ingredienti di prodotti in cui viene utilizzato il tartufo, e la legge non impone di specificare di che tipo di aroma si tratta, se sintetico o naturale. La prova del nove è l'analisi olfattiva: se l'odore è troppo forte, persino fastidioso, in genere è indice di un aroma chimico che camuffa un tartufo che non eccelle. Altra prova del nove è l'assaggio e la persistenza: se il prodotto in questione lascia un retrogusto spiacevole, che talvolta si accompagna anche a pizzicore alla gola, in non è un prodotto realizzato con materie prime di alta qualità.