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Come capire se i tartufi sono buoni?

Tolomeo Bruno
Tolomeo Bruno
2025-09-14 20:43:55
Numero di risposte : 15
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Per evitare di incappare in un prodotto scadente è necessario conoscere bene i tartufi. Un tartufo andato a male, infatti, perde le preziose caratteristiche che lo rendono un ingrediente unico. Un tartufo andato a male perde il sapore squisito che lo rende così prezioso. Prima di acquistare un tartufo, però, bisogna osservarne bene le caratteristiche e, soprattutto, sentirne il profumo, che deve essere intenso e ricco di sentori. Se, infatti, nonostante l’odore, dovesse venirvi la tentazione di provare a usarlo comunque… non fatelo. L’odore di ammoniaca, molto forte e penetrante, è infatti facilmente riconoscibile anche dai meno esperti. Il consiglio migliore è buttarlo via e, la prossima volta, affidarsi all’olfatto, per riconoscere un tartufo andato a male alla prima annusata. Se un tartufo puzza di ammoniaca; Se un tartufo presenta parti gommose; Se un tartufo presenta tracce di muffa, accompagnata da scarsa consistenza e odore di ammoniaca; Se un tartufo presenta ospiti come piccole larve; Se, stringendolo, è duro come un sasso… … Probabilmente vi trovate di fronte a un tartufo andato a male o, comunque, da scartare.
Annamaria Galli
Annamaria Galli
2025-09-05 05:13:54
Numero di risposte : 10
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Il Tuber Melanosporum ha una forma tipicamente tondeggiante, più o meno regolare. Le dimensioni di questo tartufo variano da pochi centimetri fino a raggiungere il diametro di una grossa mela negli esemplari più rari. Il peridio del tartufo nero pregiato è rugoso e dotato di piccole verruche facilmente individuabili. La sua gleba è scura, caratterizzata da un colore bruno o ramato con toni violacei, attraversata da numerose e sottili venature biancastre. Il tartufo nero pregiato ha un aroma dolce ed equilibrato, dove risalta il tipico sapore sulfureo senza mai essere troppo eccessivo. Il profumo di questo tuber è fruttato e piacevole e, grazie al suo particolare bouquet, che va dal fieno alla castagna, con un retrogusto agliaceo delicato. Una buona tecnica di riconoscimento è quella di grattare delicatamente la superficie del tartufo nero pregiato, che dovrebbe rivelare un colore bruno-rossiccio tendente al ruggine. La polpa interna del tartufo nero pregiato possiede delle venature bianche molto fitte rispetto a quelle degli altri tartufi, specialmente rispetto a quelle più larghe e rade dei tartufi invernale e moscato. Conoscendo con precisione la sua provenienza, è possibile escludere che si tratti di un’altra specie.

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Jari Ferrari
Jari Ferrari
2025-08-31 22:31:53
Numero di risposte : 10
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Per riconoscere un buon tartufo valuta profumo, consistenza e colore. Un buon tartufo deve avere un buon odore tipicamente agliaceo, essere duro al tatto, e un colore brillante. Non sono le dimensioni a definire un buon tartufo: può essere ottimo, o meno, sia piccolo che grande. Un'altra cosa importante è la lista degli ingredienti il più corta possibile: vuol dire che già per sé quei pochi ingredienti che ci sono, sono di qualità. Quello che fa davvero la differenza è il tipo di tartufo utilizzato: meglio che sia in purezza. Quando l'acqua è ai primi posti della lista degli ingredienti, e a seguire ci sono sostanze come lecitina di soia o fibra vegetale, è bene sapere che servono per creare volume, e non sono un valore aggiunto per la qualità del prodotto. Guardate sempre il colore del prodotto: specie se si tratta di salse, se sono troppo scure in genere è perché contengono coloranti. La prova del nove è l'analisi olfattiva: se l'odore è troppo forte, persino fastidioso, in genere è indice di un aroma chimico che camuffa un tartufo che non eccelle. Altra prova del nove è l'assaggio e la persistenza: se il prodotto in questione lascia un retrogusto spiacevole, che talvolta si accompagna anche a pizzicore alla gola, in non è un prodotto realizzato con materie prime di alta qualità.
Felice Greco
Felice Greco
2025-08-22 10:39:49
Numero di risposte : 12
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Quando si osserva un tartufo è essenziale guardare le dimensioni, perché quelli di dimensioni più grandi valgono molto di più. La cosa che ci colpisce è la forma: quella rotondeggiante è da preferire, perché si pulisce meglio, si affetta meglio. Oltre alle dimensioni conta molto il colore: nel caso del tartufo bianco, deve essere di un giallo vivo. Toccandolo, il tartufo deve fare una certa resistenza. Se lo pigiamo e riusciamo a penetrarlo, questo tartufo ha qualcosa che non va. Sono ottimi anche dei tartufi globosi o con delle cavità. L’importante è che siano sani, integri. Una volta che ho finito di osservare il tartufo, bisogna avvicinarlo al naso e odorarlo più volte per un’analisi accurata. Il profumo che si avvicina in natura a quello del tartufo è un composto di miele millefiori, fieno di prato stabile e aglio. Quando questi tre componenti sono armoniosi, il tartufo è ottimo. Non si deve mai sentire odore di ammoniaca o di marcescenza, perché vuol dire che il tartufo è in decomposizione. Il profumo del tartufo ha un’intensità crescente, poi entra in una fase stabile, infine comincia a declinare. Dunque se l’odore è poco intenso la trifola potrebbe essere datata. La parte interna non deve essere mai bianca, altrimenti significa che il tartufo è immaturo. Deve avere un colore marmorizzato, in cui distinguiamo una zona più chiara e una più scura. Nel bianco pregiato il colore predominante è il nocciola, ma a seconda dell’annata può variare.

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Matteo Martini
Matteo Martini
2025-08-11 23:44:56
Numero di risposte : 9
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Per gli addetti al settore è abbastanza semplice, ma è altrettanto semplice per i pochi esperti incappare in “fregature”, cosa molto comune quando si acquistano materie prime cosi pregiate. Basta utilizzare tre dei nostri cinque sensi. Il primo senso: la vista L’analisi visiva ci consentirà di valutare “l’integrità” di un tartufo e fidatevi: l’estetica non c’entra nulla. Più un tartufo è integro, quindi non spezzato o con scavature profonde, più si conserverà nel tempo. Il secondo senso: il tatto La valutazione tattile è forse la più importante perché ci consente di capire se il tartufo è fresco o meno. Un tartufo è fresco quando è stato “cavato”, ossia estratto dalla terra poco tempo prima. Come capirlo? Toccandolo! Un tartufo fresco risulterà duro e tosto sotto le dita mentre un tartufo con una consistenza morbida quasi da effetto “gomma” sarà sicuramente un tartufo cavato da molti giorni. Diffidate quando un tartufo “odora” di ammoniaca molto pungente Ricordate che esistono vari tipi di tartufo, molti più pregiati di altri: domandate sempre di che tipo di tartufo si tratta per evitare che vi venga venduto un tartufo “pregiato” che cosi non è. Accertatevi sempre che il tartufo sia Made in Italy e non estero Osservate la “pezzatura” ovvero la grammatura della pepita di tartufo: le pezzature inferiori ai 15 gr hanno un valore economico inferiore rispetto alle pezzature più grandi