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Come scegliere un buon tartufo?

Renato Martino
Renato Martino
2025-08-27 09:31:46
Numero di risposte : 17
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Dunque, cosa serve per capire se un tartufo è un buon tartufo? Vista, tatto e olfatto. Alla vista il prezioso funfo deve avere un aspetto tondeggiante talvolta più o meno irregolare a seconda del terreno e della regione in cui si sviluppa ma mai con escrescenze troppo pronunciate. Non deve essere stato intaccato da vermi o lumache e non deve avere muffa o marciscenza. Al tatto deve essere turgido, perchè se tende al molliccio o gommoso, vuol dire che è già vecchio. Se quando lo prendete in mano, ritenete che abbia un peso specifico non in linea con il suo volume, cioè troppo leggero, vuol dire che anche in questo caso si è parecchio disidratato perdendo acqua, ma per questa valutazione bisogna avere un po di esperienza e per questo ci siamo noi di tartufo.com. Infine l'olfatto. La prima cosa che deve colpirvi è la gradevolezza del suo profumo. Un buon tartufo bianco non presenta mai una nota stonata sotto il profilo olfattivo. Se percepite anche il minimo sentore di muffa, allora lasciate perdere. Il suo odore intenso e deciso, rimanda a quello del formaggio grana con un vago sentore agliaceo e di corteccia degli alberi con cui ha stretto un legame simbiotico. Ma non temete cari amici, se all'inizio non sarete in grado di mettere insieme tutte queste nozioni, ci siamo noi di tartufo.com che faremo questo per voi!
Egidio Marino
Egidio Marino
2025-08-21 02:05:00
Numero di risposte : 8
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Per farsi un’idea dei prezzi, è sempre bene consultare un borsino online, costantemente aggiornato sulle cifre che, come abbiamo detto, possono subire forti oscillazioni, anche da un giorno all’altro. L’ideale sarebbe rivolgersi a un’azienda fidata, oppure a un portale di compravendita certificato, per evitare brutte, e costose, sorprese. Come si riconosce un Tartufo Bianco di buona qualità? Il tartufo deve essere integro, in quanto un esemplare rovinato si deteriora con più facilità. Il tartufo deve essere pulito, privo di residui di terra: il terriccio presente sulla sua superficie potrebbe nascondere eventuali lesioni, oltre che aumentarne il peso (con conseguenze sul prezzo). Al tatto deve essere turgido e compatto, leggermente elastico, ma non troppo (un tartufo troppo morbido nasconde sicuramente dei marciumi, e uno troppo duro e secco è sicuramente vecchio). Il profumo del tartufo deve essere intenso, ben bilanciato, con sentori di fieno, aglio e miele, funghi e grana. Se notiamo un forte odore di ammoniaca, è meglio non comprarlo. Chiudiamo questo piccolo vademecum sul Tartufo Bianco con un ultimo consiglio: se devi scegliere fra vari esemplari di uguali dimensioni, soppesali in mano e scegli quello che ti sembra più pesante: vuol dire che contiene più acqua, e quindi è più fresco.

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Marianita Russo
Marianita Russo
2025-08-11 19:21:30
Numero di risposte : 7
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Il primo consiglio è affidarsi all’olfatto, che non mente. Il profumo deve essere pungente, pulito quasi piccato, ma non piccante, con quell’odore di tartufo pieno. Deve avere un aroma agliato, di nocciola, fungo, sottobosco, mai sgradevole o di ammoniaca. La sensazione all’olfatto deve essere di goduria, se non c’è, lascia perdere. Il tatto è un altro indicatore: un tartufo con qualche giorno in più o mal conservato al tatto è leggermente gommoso, mentre un tartufo fresco e ben conservato ha una buona compattezza, è turgido e fresco. Poi c’è il peso: deve essere adeguato alla grandezza, se è leggero significa che dentro è vuoto. Il colore deve essere uniforme, con sfumature nitide, senza macchie nere o buchi dati dai vermi. I difetti estetici come il segno lasciato dal cane o dal vanghetto non sono problemi. Quelli con il foro delle lumache, poi, sono i migliori. Il tartufo lumacato è uno dei miei preferiti. Più integro è meglio è, più compatto è meglio è, ma un tartufo rotto o scheggiato non è da scartare se si usa nel breve tempo possibile. Tra gli altri, anche avere un rapporto di fiducia con chi ce lo vende. Un buon tartufo lo senti subito risponde immediatamente a una leggera pressione.
Jacopo Lombardo
Jacopo Lombardo
2025-08-11 18:35:18
Numero di risposte : 10
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Per scegliere un buon tartufo, un ottimo punto di partenza è valutarne profumo, consistenza e colore. Un buon tartufo deve avere un buon odore tipicamente agliaceo, essere duro al tatto, e un colore brillante. Non sono le dimensioni a definire un buon tartufo, che può essere ottimo o meno, sia piccolo che grande. La regola generale per riconoscere un prodotto di qualità è che la lista di ingredienti sia il più corta possibile, vuol dire che già per sé quei pochi ingredienti che ci sono, sono di qualità. Guardate sempre il colore del prodotto, specie se si tratta di salse, se sono troppo scure in genere è perché contengono coloranti. L'analisi olfattiva e l'assaggio sono altre prove del nove per verificare la qualità del prodotto. Se l'odore è troppo forte, persino fastidioso, in genere è indice di un aroma chimico che camuffa un tartufo che non eccelle, e se il prodotto lascia un retrogusto spiacevole, non è un prodotto realizzato con materie prime di alta qualità. Quando si tratta di creme di Parmigiano al tartufo, la panna non deve essere ai primi posti nella lista degli ingredienti perché il protagonista deve essere il Parmigiano.

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