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Come riconoscere una tartufaia di bianco?

Cosetta Silvestri
Cosetta Silvestri
2025-09-08 08:32:49
Numero di risposte : 12
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Il tartufo bianco d’Alba si distingue naturalmente da tutti gli altri tartufi commestibili grazie soprattutto al suo aroma inconfondibile: delicatamente agliaceo, ha un retrogusto leggermente piccante che si apre a sentori di formaggio stagionato e miele. Si possono trovare inoltre profumi e sapori fungini, di terra bagnata e fieno. Il peridio, la scorza esterna, è globoso, con evidenti irregolarità. La superficie è leggermente vellutata e il colore varia dal crema all’ocra e si mantiene costante anche a piena maturazione. La gleba è bianca e giallo-grigiastra marmorizzata con numerose venature chiare molto sottili. Si può distinguere il tartufo bianco d’Alba rispetto alle altre specie di tartufo. Si può distinguere il tartufo bianco d’Alba dagli altri tartufi bianchi. Si può riconoscere perché ha un odore più gradevole e delicato, ha solitamente dimensioni più sostenute e non tende a scurirsi tanto quanto il bianchetto verso la piena maturazione. Inoltre, il tartufo bianco d’Alba si raccoglie in un periodo diverso.
Giovanni De rosa
Giovanni De rosa
2025-08-27 11:31:10
Numero di risposte : 9
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Il tuber magnatum pico, il famoso tartufo bianco d’Alba o di Acqualagna, chiamato comunemente tartufo bianco pregiato, è una delle specie di tartufo commestibili ed è quella più preziosa e costosa in assoluto, nonché la più ricercata in cucina. Le caratteristiche comuni del tartufo bianco sono: la forma è globosa irregolare, il peridio (la scorza esterna) è vellutato, nonostante le irregolarità e la presenza di terriccio residuo, il colore del peridio va da un color crema piuttosto pallido a al giallo-ocra, la gleba (la parte interna) ha venature color nocciola molto fitte, più o meno scure a seconda del grado di maturazione, al tatto è sodo e compatto, né secco, né molle. Il profumo è forte, pieno e persistente; oltre a un forte odore che ricorda quello del gas metano, ha un vago sentore agliaceo e, in misura minore, ha un retrogusto di parmigiano. Controlla la stagionalità del tartufo: se non è un periodo compreso tra ottobre e dicembre, il tartufo bianco che hai di fronte è sicuramente una fregatura. Controlla i prezzi medi del tartufo bianco al consumatore. Controlla la pulizia del tartufo: se l’esemplare è troppo pulito o completamente sporco di terra, c’è sicuramente qualcosa che non va. Tocca il tartufo bianco, se questo è troppo secco, oppure è molliccio, è un esemplare vecchio nel primo caso e andato a male nel secondo. Annusa il tartufo bianco: l’esemplare deve avere un profumo intenso, ma non deve sapere di muffa e assolutamente non di ammoniaca, altrimenti, anche in questo caso, hai di fronte un tartufo andato a male.

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Loris Colombo
Loris Colombo
2025-08-21 14:15:37
Numero di risposte : 10
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Quando si osserva un tartufo è essenziale guardare le dimensioni, perché quelli di dimensioni più grandi valgono molto di più. La cosa che ci colpisce è la forma: quella rotondeggiante è da preferire, perché si pulisce meglio, si affetta meglio. Oltre alle dimensioni conta molto il colore: nel caso del tartufo bianco, deve essere di un giallo vivo. Qualche volta può presentare delle venature rosse o delle screpolature. Non deve essere mai un colore opaco, perché questo è tipico del tartufo che ha sofferto o che è vecchio. Toccandolo, il tartufo deve fare una certa resistenza. Se lo pigiamo e riusciamo a penetrarlo, questo tartufo ha qualcosa che non va. Può essere sia vecchio o uno che ha completato il ciclo in condizioni non ottimali. Una volta che ho finito di osservare il tartufo, bisogna avvicinarlo al naso e odorarlo più volte per un’analisi accurata. Il profumo che si avvicina in natura a quello del tartufo è un composto di miele millefiori, fieno di prato stabile e aglio. Non si deve mai sentire odore di ammoniaca o di marcescenza, perché vuol dire che il tartufo è in decomposizione. La parte interna non deve essere mai bianca, altrimenti significa che il tartufo è immaturo. Deve avere un colore marmorizzato, in cui distinguiamo una zona più chiara e una più scura. Nel bianco pregiato il colore predominante è il nocciola, ma a seconda dell’annata può variare.
Cecco Martinelli
Cecco Martinelli
2025-08-12 00:29:19
Numero di risposte : 9
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Il tartufo deve essere integro, in quanto un esemplare rovinato si deteriora con più facilità. Il tartufo deve essere pulito, privo di residui di terra: il terriccio presente sulla sua superficie potrebbe nascondere eventuali lesioni, oltre che aumentarne il peso. Al tatto deve essere turgido e compatto, leggermente elastico, ma non troppo. Il profumo del tartufo deve essere intenso, ben bilanciato, con sentori di fieno, aglio e miele, funghi e grana. Se notiamo un forte odore di ammoniaca, è meglio non comprarlo. Se devi scegliere fra vari esemplari di uguali dimensioni, soppesali in mano e scegli quello che ti sembra più pesante: vuol dire che contiene più acqua, e quindi è più fresco.

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Rosaria Caruso
Rosaria Caruso
2025-08-11 19:56:49
Numero di risposte : 4
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Il primo consiglio è affidarsi all’olfatto, che non mente. Il profumo deve essere pungente, pulito quasi piccato, ma non piccante, con quell’odore di tartufo pieno. Deve avere un aroma agliato, di nocciola, fungo, sottobosco, mai sgradevole o di ammoniaca. La sensazione all’olfatto deve essere di goduria, se non c’è, lascia perdere. Il tatto è un altro indicatore: un tartufo con qualche giorno in più o mal conservato al tatto è leggermente gommoso, mentre un tartufo fresco e ben conservato ha una buona compattezza, è turgido e fresco. Il colore deve essere uniforme, con sfumature nitide, senza macchie nere o buchi dati dai vermi. I difetti estetici come il segno lasciato dal cane o dal vanghetto non sono problemi. Più integro è meglio è, più compatto è meglio è, ma un tartufo rotto o scheggiato non è da scartare se si usa nel breve tempo possibile.