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Come riconoscere un buon tartufo nero?

Nunzia Barone
Nunzia Barone
2025-08-20 09:44:42
Numero di risposte : 12
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Il Tuber Melanosporum ha una forma tipicamente tondeggiante, più o meno regolare. Le dimensioni di questo tartufo variano da pochi centimetri fino a raggiungere il diametro di una grossa mela negli esemplari più rari. Il peridio del tartufo nero pregiato è rugoso e dotato di piccole verruche facilmente individuabili. La sua gleba è scura, caratterizzata da un colore bruno o ramato con toni violacei, attraversata da numerose e sottili venature biancastre. Il tartufo nero pregiato ha un aroma dolce ed equilibrato, dove risalta il tipico sapore sulfureo senza mai essere troppo eccessivo. Il peridio del tartufo nero pregiato è tondeggiante ma con delle verruche piramidali particolarmente pronunciate rispetto al tartufo nero liscio e al tartufo nero ordinario. Quelle del tartufo nero invernale sono generalmente più basse e più larghe. Se si ha la possibilità di maneggiare il tartufo, una buona tecnica di riconoscimento è quella di grattare delicatamente la superficie del tartufo nero pregiato, che dovrebbe rivelare un colore bruno-rossiccio tendente al ruggine. La polpa interna del tartufo nero pregiato possiede delle venature bianche molto fitte rispetto a quelle degli altri tartufi, specialmente rispetto a quelle più larghe e rade dei tartufi invernale e moscato. Conoscendo con precisione la sua provenienza, è possibile escludere che si tratti di un’altra specie.
Carmine Gallo
Carmine Gallo
2025-08-11 23:57:06
Numero di risposte : 9
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Per riconoscere un buon tartufo nero bisogna utilizzare tre dei nostri cinque sensi. Il primo senso: la vista, l’analisi visiva ci consentirà di valutare l’integrità di un tartufo e più un tartufo è integro, quindi non spezzato o con scavature profonde, più si conserverà nel tempo. La valutazione tattile è forse la più importante perché ci consente di capire se il tartufo è fresco o meno. Un tartufo fresco risulterà duro e tosto sotto le dita mentre un tartufo con una consistenza morbida quasi da effetto “gomma” sarà sicuramente un tartufo cavato da molti giorni. L’aroma dei tartufi neri ricorda i profumi del sottobosco e dei funghi. Diffidate quando un tartufo “odora” di ammoniaca molto pungente. Ricordate che esistono vari tipi di tartufo, molti più pregiati di altri: domandate sempre di che tipo di tartufo si tratta per evitare che vi venga venduto un tartufo “pregiato” che cosi non è. Osservate la “pezzatura” ovvero la grammatura della pepita di tartufo: le pezzature inferiori ai 15 gr hanno un valore economico inferiore rispetto alle pezzature più grandi.

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Chiara Palumbo
Chiara Palumbo
2025-08-11 21:55:54
Numero di risposte : 14
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Un buon tartufo deve avere un buon odore tipicamente agliaceo, essere duro al tatto, e un colore brillante. Non sono le dimensioni a definire un buon tartufo: può essere ottimo, o meno, sia piccolo che grande. Un buon tartufo, sia esso bianco o nero, può essere riconosciuto dal suo profumo, consistenza e colore. Il colore del prodotto è importante: se si tratta di salse, se sono troppo scure in genere è perché contengono coloranti. La regola generale, come per ogni alimento confezionato, è che la lista di ingredienti sia il più corta possibile: vuol dire che già per sé quei pochi ingredienti che ci sono, sono di qualità.
Tazio Costantini
Tazio Costantini
2025-08-11 21:24:39
Numero di risposte : 11
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La sua forma è tondeggiante, piuttosto regolare. Le sue dimensioni possono essere delle più disparate, e variare da quelle di una nocciola a quelle di una grossa patata. Il peridio è nero e rugoso, costellato da piccole verruche scure. La gleba è di colore nero violaceo, solcata da sottili venature chiare, che esposte all’aria assumono toni tendenti al rosso. Il suo profumo è delicato e gradevole, mai troppo intenso. Il sapore è molto particolare, quasi dolciastro, motivo per cui il Nero Pregiato viene spesso chiamato “tartufo dolce.”

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Silverio Ricci
Silverio Ricci
2025-08-11 19:59:56
Numero di risposte : 14
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Quando si osserva un tartufo è essenziale guardare le dimensioni, perché quelli di dimensioni più grandi valgono molto di più. La cosa che ci colpisce è la forma: quella rotondeggiante è da preferire, perché si pulisce meglio, si affetta meglio. Oltre alle dimensioni conta molto il colore: nel caso del tartufo bianco, deve essere di un giallo vivo. Qualche volta può presentare delle venature rosse o delle screpolature. Non deve essere mai un colore opaco, perché questo è tipico del tartufo che ha sofferto o che è vecchio. Toccandolo, il tartufo deve fare una certa resistenza. Se lo pigiamo e riusciamo a penetrarlo, questo tartufo ha qualcosa che non va. Una volta che ho finito di osservare il tartufo, bisogna avvicinarlo al naso e odorarlo più volte per un’analisi accurata. Il profumo che si avvicina in natura a quello del tartufo è un composto di miele millefiori, fieno di prato stabile e aglio. Quando questi tre componenti sono armoniosi, il tartufo è ottimo. Non si deve mai sentire odore di ammoniaca o di marcescenza, perché vuol dire che il tartufo è in decomposizione. La parte interna non deve essere mai bianca, altrimenti significa che il tartufo è immaturo, deve avere un colore marmorizzato, in cui distinguiamo una zona più chiara e una più scura. Nel bianco pregiato il colore predominante è il nocciola, ma a seconda dell’annata può variare.