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Quando il tartufo non è più buono?

Raffaele Verdi
Raffaele Verdi
2025-09-05 04:32:30
Numero di risposte : 12
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Ma che cosa succede quando il profumo del tartufo inizia ad assomigliare a quello dell’ammoniaca? Significa che ci troviamo di fronte a un tartufo andato a male. Se, infatti, nonostante l’odore, dovesse venirvi la tentazione di provare a usarlo comunque… non fatelo: al posto di un delizioso piatto di tagliolini al tartufo, potreste portare in tavola un piatto con un tartufo andato a male, il cui pessimo sapore rovinerebbe l’intera pietanza. L’odore di ammoniaca, molto forte e penetrante, è infatti facilmente riconoscibile anche dai meno esperti: al primo sentore di ammoniaca, quindi, posate il tartufo che stavate annusando e sceglietene un altro. Se un tartufo puzza di ammoniaca. Se un tartufo presenta parti gommose. Se un tartufo presenta tracce di muffa, accompagnata da scarsa consistenza e odore di ammoniaca. Se un tartufo presenta ospiti come piccole larve. Se, stringendolo, è duro come un sasso… … Probabilmente vi trovate di fronte a un tartufo andato a male o, comunque, da scartare: quindi, meglio lasciarlo dov’è!
Harry Barone
Harry Barone
2025-08-27 17:50:30
Numero di risposte : 12
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Un tartufo è fresco quando è stato “cavato”, ossia estratto dalla terra poco tempo prima. Un tartufo fresco risulterà duro e tosto sotto le dita mentre un tartufo con una consistenza morbida quasi da effetto “gomma” sarà sicuramente un tartufo cavato da molti giorni. Diffidate quando un tartufo “odora” di ammoniaca molto pungente. La valutazione tattile è forse la più importante perché ci consente di capire se il tartufo è fresco o meno. Un tartufo è fresco quando è stato “cavato”, ossia estratto dalla terra poco tempo prima.

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Ivonne Santoro
Ivonne Santoro
2025-08-25 23:00:47
Numero di risposte : 12
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Quando il tartufo non è più buono? Il profumo del tartufo ha un’intensità crescente, poi entra in una fase stabile, infine comincia a declinare. Se l’odore è poco intenso la trifola potrebbe essere datata. Non si deve mai sentire odore di ammoniaca o di marcescenza, perché vuol dire che il tartufo è in decomposizione. Il colore non deve essere mai opaco, perché questo è tipico del tartufo che ha sofferto o che è vecchio. Toccandolo, il tartufo deve fare una certa resistenza. Se lo pigiamo e riusciamo a penetrarlo, questo tartufo ha qualcosa che non va. Può essere sia vecchio o uno che ha completato il ciclo in condizioni non ottimali.
Luna Sala
Luna Sala
2025-08-11 23:29:33
Numero di risposte : 15
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Quando l'acqua è ai primi posti della lista degli ingredienti, e a seguire ci sono sostanze come lecitina di soia o fibra vegetale, è bene sapere che servono per creare volume, e non sono un valore aggiunto per la qualità del prodotto. Le creme di Parmigiano al tartufo sono poi un mondo a parte: la panna non deve essere ai primi posti nella lista degli ingredienti perché il protagonista deve essere - appunto - il Parmigiano. Altra prova del nove è l'assaggio e la persistenza: se il prodotto in questione lascia un retrogusto spiacevole, che talvolta si accompagna anche a pizzicore alla gola, in non è un prodotto realizzato con materie prime di alta qualità. La prova del nove è l'analisi olfattiva: se l'odore è troppo forte, persino fastidioso, in genere è indice di un aroma chimico che camuffa un tartufo che non eccelle. Guardate sempre il colore del prodotto: specie se si tratta di salse, se sono troppo scure in genere è perché contengono coloranti. Quello che fa davvero la differenza è il tipo di tartufo utilizzato: meglio che sia in purezza. Non è tanto la quantità del tartufo che conta in questo tipo di prodotti. L'1% di tartufo può bastare per rendere una salsa, un olio o un sugo di ottima qualità. In questo caso, però, anziché “salsa o crema di tartufo”, per la legge deve essere denominato “salsa o crema con il tartufo”.

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