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Come riconoscere i vari tipi di tartufo?

Giacinto Coppola
Giacinto Coppola
2025-08-30 19:34:20
Numero di risposte : 12
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Il metodo più comunemente usato per identificare una specie di tartufo è l’analisi organolettica manuale, effettuata entro breve tempo dalla raccolta. I diversi tipi di tartufo si distinguono per una serie di caratteristiche: Il profumo, che è unico per ogni tipologia. Il sapore, anche questo peculiare per ogni tipo. L'aspetto del peridio, che è la scorza esterna. L'aspetto della gleba, la parte interna carnosa. Il periodo di maturazione, che varia da specie a specie. Utilizzato più raramente, un metodo alternativo consiste nell’analisi in laboratorio, dove le spore del tartufo vengono identificate con tecniche di analisi biomolecolare.
Antonietta Monti
Antonietta Monti
2025-08-25 11:16:00
Numero di risposte : 9
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Il Tuber Melanosporum ha una forma tipicamente tondeggiante, più o meno regolare. Le dimensioni di questo tartufo variano da pochi centimetri fino a raggiungere il diametro di una grossa mela negli esemplari più rari. Il peridio del tartufo nero pregiato è rugoso e dotato di piccole verruche facilmente individuabili. La sua gleba è scura, caratterizzata da un colore bruno o ramato con toni violacei, attraversata da numerose e sottili venature biancastre. Il tartufo nero pregiato ha un aroma dolce ed equilibrato, dove risalta il tipico sapore sulfureo senza mai essere troppo eccessivo. Tutti i tipi di tartufo nero hanno le proprie peculiari caratteristiche visive, olfattive e hanno un proprio periodo di raccolta, tuttavia, alcuni tartufi neri possono condividere parte di questo calendario con il Tuber Melanosporum e hanno anche alcune caratteristiche comuni a causa delle quali è molto facile confonderli, specialmente per i meno esperti. Il peridio del tartufo nero pregiato, ovvero la scorza esterna, è tondeggiante ma con delle verruche piramidali particolarmente pronunciate rispetto al tartufo nero liscio e al tartufo nero ordinario. Quelle del tartufo nero invernale, invece, sono generalmente più basse e più larghe. Se si ha la possibilità di maneggiare il tartufo, una buona tecnica di riconoscimento, molto conosciuta tra i tartufai, è quella di grattare delicatamente la superficie del tartufo nero pregiato, che dovrebbe rivelare un colore bruno-rossiccio tendente al ruggine. La polpa interna del tartufo nero pregiato possiede delle venature bianche molto fitte rispetto a quelle degli altri tartufi, specialmente rispetto a quelle più larghe e rade dei tartufi invernale e moscato. Conoscendo con precisione la sua provenienza, è possibile escludere che si tratti di un’altra specie.

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Hector Martino
Hector Martino
2025-08-12 00:30:31
Numero di risposte : 18
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La determinazione delle diverse specie di tartufi è basata essenzialmente su caratteri morfologici come forma, dimensione, colore, ornamentazioni del peridio, aspetto della gleba, profumo e sapore. La determinazione della specie in laboratorio avviene attraverso il riconoscimento delle spore oppure con tecniche di analisi biomolecolare. Sono 6 quelle più comunemente commercializzate: Tuber Magnatum Pico (Tartufo Bianco d’Alba o di Acqualagna o Bianco pregiato) Tuber Melanosporum Vittadini (Tartufo nero di Norcia o nero pregiato) Tuber Aestivum Vittadini (Scorzone) Tuber Borchii Vittadini (Bianchetto o Marzuolo) Tuber Brumale Vittadini (Invernale) Tuber Macrosporum Vittadini (Nero Liscio).
Dario Negri
Dario Negri
2025-08-11 22:32:03
Numero di risposte : 13
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Il Tartufo è morfologicamente distinto in due componenti separate: la parte esterna, detto perìdio, e quella interna, detta polpa o glèba. E’ la parte esterna del Tartufo, può essere di colore giallo o giallo-verdastro per il Tartufo Bianco Pregiato, color ocra per il Marzuolo, Nero per tutti gli altri previsti dalla legislazione. E’ praticamente immangiabile nel caso dello Scorzone o dell’Uncinato, per cui questi tartufi devono essere ‘pelati’ come le patate prima della consumazione. E’ la parte interna del Tartufo, quasi completamente bianca quando immaturo ed invece con le caratteristiche striature a maturazione avvenuta. Le caratteristiche del perìdio dividono i tartufi in due grandi famiglie : i bianchi ed i neri. I primi, in realtà, sono così detti solo per contrapposizione ai neri. Come vedremo, i ‘bianchi’ hanno sempre una componente cromatica giallastra che si accompagna a volte al verde (nel bianco pregiato) o all’ocra (nel bianchetto o marzuolo). Se il perìdio è sempre edibile nei bianchi, non sempre lo è nei neri. Tipicamente lo scorzone e l’uncinato, che sono ‘parenti stretti’, devono essere ‘pelati’ prima del consumo per la durezza e lo spessore della loro parte esterna. Per quanto riguarda invece la glèba, in tutti i tartufi è sempre striata, a maturazione avvenuta. Tipicamente le striature più scure sono tali perché contenenti le spore, ovvero i ‘semi’ microscopici del tartufo.

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Flavio Orlando
Flavio Orlando
2025-08-11 22:08:40
Numero di risposte : 10
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Le Specie di Tartufi Migliori In natura esistono diverse specie di tartufi, alcune commestibili e altre no che sono caratterizzate da nomi, forme, profumi e colori diversi, ogni tipo di tartufo inoltre cresce sotto particolari alberi e in stagioni diverse ed ha una provenienza ben precisa. Aroma e gusto: molto intenso, caratteristico, che ricorda il gas metano, assai gradevole, viene consumato quasi sempre crudo in quanto con la cottura il sapore e l’aroma si alterano rapidamente Aroma e gusto: persistente, un po’ agliaceo, gradevole in moderate quantità. Aroma e gusto: gradevole e delicato, spesso anche molto intenso che però si attenua con la cottura; il sapore è squisito e caratteristico Aroma e gusto: gradevole e delicato profuma di fungo fresco ma di solito abbastanza debole Aroma e gusto: è fine e gradevole anche se non molto pronunciato Aroma e gusto: ricorda quello del tartfuo bianco, anche se un pò agliaceo Aroma e gusto: sa di muschio forte, molto caratteristico e il sapore è un po’ piccante Aroma e gusto: è gradevole e molto intenso, la polpa ha un sapore gustoso che ricorda quello della nocciola Aroma e gusto: ha un profumo molto intenso che però diminuisce rimanendo all’aria aperta
Vienna De Santis
Vienna De Santis
2025-08-11 22:02:11
Numero di risposte : 12
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Le spore si trovano numerosissime all’interno del tartufo e più specificatamente nella gleba, racchiuse all’interno di aschi e da qui chiamate ascospore, infatti il tartufo è una tuberacea appartenente alla classe degli ascomiceti. Le spore costituiscono anche un elemento fondamentale per il riconoscimento delle varie specie di Tuber, in quanto diverse fra loro all’interno dell’asco per colore, forma e dimensione.

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