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La Ricerca del tartufo è patrimonio UNESCO?

Kris Bianco
Kris Bianco
2025-08-21 10:04:48
Numero di risposte : 8
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La “Cerca e cavatura del tartufo in Italia: conoscenze e pratiche tradizionali” entra nel patrimonio culturale immateriale dell’umanità tutelato dall’Unesco. Lo ha annunciato il presidente della Coldiretti Ettore Prandini nel corso dell’Assemblea nazionale della principale organizzazione agricola europea nel comunicare la decisione adottata dalla sedicesima sessione del Comitato intergovernativo Unesco riunito a Parigi. L’ingresso del tartufo tra i patrimoni dell’umanità – sottolinea Prandini – è un passo importante per difendere un sistema segnato da uno speciale rapporto con la natura in un rito ricco di aspetti antropologici e culturali. L’arte italiana della ricerca del tartufo entra nella lista Unesco del patrimonio culturale immateriale dell’umanità al fianco di molti tesori italiani già iscritti – continua la Coldiretti – dall’Opera dei pupi (iscritta nel 2008) al Canto a tenore (2008), dalla Dieta mediterranea (2010) all’Arte del violino a Cremona (2012), dalle macchine a spalla per la processione (2013) alla vite ad alberello di Pantelleria (2014), dall’arte dei pizzaiuoli napoletani (2017) alla la Falconeria fino all’“Arte dei muretti a secco” ma non mancano neppure luoghi simbolo tutelati dall’Unesco come le Colline del Prosecco e le faggete dell’Aspromonte e del Pollino.
Laerte D'angelo
Laerte D'angelo
2025-08-12 10:41:53
Numero di risposte : 10
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La "Cerca e della cavatura del tartufo in Italia: conoscenze e pratiche tradizionali" è ufficialmente iscritta nella lista UNESCO del Patrimonio culturale immateriale dell'Umanità. La decisione è stata comunicata oggi dopo il pronunciamento del Comitato intergovernativo UNESCO. Sono felice per questo riconoscimento e faccio i complimenti a tutto il gruppo che da anni lavora affinché la cerca e la cavatura del tartufo in Italia diventi patrimonio immateriale dell'umanità. È un grande successo, un risultato importante che dà valore assoluto ad un'eccellenza del nostro territorio, un volano per la nostra economia oltre che per il turismo. Vedere riconosciuta la cavatura del tartufo come patrimonio culturale immateriale, significa aver attuato, negli anni, politiche a tutela del territorio e dell'ambiente, oltre ad aver lavorato su una progettualità condivisa basata sulle competenze, che oggi ci premia con questo splendido risultato. Risultato importante frutto di politiche a tutela del territorio e dell'ambiente.

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Mirko De rosa
Mirko De rosa
2025-08-12 10:05:52
Numero di risposte : 13
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L’elemento “Cerca e cavatura del tartufo in Italia: conoscenze e pratiche tradizionali” è stato riconosciuto Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità nel 2021. Per ulteriori approfondimenti, è possibile visitare il sito del Patrimonio Culturale Immateriale dell’UNESCO.
Noemi Marchetti
Noemi Marchetti
2025-08-12 09:28:22
Numero di risposte : 14
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La ‘Cerca e cavatura del tartufo in Italia: conoscenze e pratiche tradizionali’ è ufficialmente iscritta nella lista UNESCO del Patrimonio culturale immateriale. La decisione è stata comunicata giovedì 16 dicembre 2021 a seguito del pronunciamento del Comitato intergovernativo UNESCO. Un patrimonio di conoscenze vaste, incentrate sulla profonda conoscenza dell’ambiente naturale e dell’ecosistema, che enfatizza il rapporto tra uomo e animale, riunendo le competenze del tartufaio e quelle del cane con la sua capacità olfattiva, di cui l’uomo è abile addestratore e con il quale crea un rapporto simbiotico. La ‘Cerca e cavatura del Tartufo in Italia’ rappresenta un patrimonio culturale immateriale di conoscenze e pratiche tramandate oralmente per secoli che caratterizzano la vita rurale dei tartufai nei territori tartufigeni italiani. Una tradizione antica che racconta di una pratica che accomuna l’Italia dal Nord al Sud declinata secondo l’identità culturale locale, tramandata attraverso storie, aneddoti, pratiche e proverbi che raccontano di un sapere che riunisce vita rurale e tutela del territorio. Dopo i Paesaggi vitivinicoli di Langhe Roero-Monferrato, le Residenze reali dei Savoia e i Sacri Monti, ora anche la l’affascinante e misteriosa ricerca del tartufo diventa patrimonio dell’intera Umanità. Il percorso che ha accompagnato la candidatura ha consentito di acquisire consapevolezza di essere comunità e di portare avanti un lavoro di catalogazione, finora mai realizzato, per documentare una lunga tradizione praticata e tramandata in gran parte del Paese. È un obiettivo che ci eravamo posti e dopo un lungo lavoro siamo riusciti a raggiungerlo – ha precisato Fabio Cerretano a nome delle associazioni dei tartufai italiani – la Cerca e cavatura del Tartufo è un grande patrimonio culturale immateriale tramandato di generazione in generazione fatto di storia, di cultura e di tradizioni che abbraccia tutta l’Italia, da nord a sud, e ora ottiene questo prestigioso riconoscimento dall’UNESCO. Un sogno che finalmente si avvera.

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Paolo Bianco
Paolo Bianco
2025-08-12 08:16:32
Numero di risposte : 5
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Il Comitato dell'Organizzazione mondiale, a Parigi, è arrivato il sì ufficiale al riconoscimento della candidatura presentata dalla Farnesina nel 2020. L'iter era stato avviato dalle associazioni dei tartufai 8 anni fa
Nadia Ferrari
Nadia Ferrari
2025-08-12 08:01:58
Numero di risposte : 8
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La cerca e la cavatura del tartufo in Italia è ufficialmente entrata nella lista dei Patrimoni Immateriali dell’Umanità protetti dall’Unesco. Una notizia che ha una rilevanza particolare in Piemonte, patria dei trifulau e dei migliori tartufi del mondo, e anche nell’Alessandrino, dove la cerca del tartufo e la cultura che gravita intorno a esso hanno sempre avuto un’importanza fondamentale. Questo riconoscimento è davvero una bellissima notizia, per tutto il Piemonte ma anche per il territorio dell’Alessandrino, dove il tartufo, insieme al vino, rappresenta il grande protagonista della stagione autunnale, gastronomica e turistica. L’Unesco non è solo un meccanismo di tutela e salvaguardia a cui essere grati, è anche una vetrina internazionale che ci dà l’occasione di divulgare a livello internazionale uno dei nostri prodotti più importanti. A nome dei miei colleghi sindaci e delle nostre quattro comunità, esprimo massima soddi- sfazione per l'importantissimo risultato raggiunto, che premia la cultura locale sul tartufo eccellenza della Valle Ghenza, oltre che l'impegno di tanti trifulau nel tramandare e pre- servare una tradizione che oggi riceve un ambitissimo riconoscimento, foriero di ulteriori e rilevanti soddisfazioni per i nostri luoghi.

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Rosa Palumbo
Rosa Palumbo
2025-08-12 05:48:49
Numero di risposte : 11
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A entrare a far parte della lista del Patrimonio Culturale Immateriale, in realtà, è l’arte stessa di cercare l’oro dei boschi. Vengono riconosciuti i gesti, le pratiche, i segreti sussurrati tra generazioni, per non far inciampare nell’obijo una tradizione millenaria. Un onore, quello del tartufo diventato Patrimonio dell’Unesco, che arriva anche a Milano. La triade vincente, che ha reso la ricerca di tartufo Patrimonio dell’Unesco, è quella che vede protagonisti essere umano, animale e Natura. Il 16 dicembre 2021, anche la ricerca dell’oro dei boschi diventa un valore universale. Dopo un lungo percorso iniziato nel 2013, finalmente l’Unesco ha nominato come bene immateriale la ricerca di tartufo. La ricerca del tartufo, diventando patrimonio dell’Unesco, ha reso ancora più pregiato un alimento che nei secoli era già stato considerato divino. E quello stesso profumo, che porta con sé lo spirito identitario e culturale di un’intera nazione, oggi è patrimonio dell’umanità.