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Come si chiama il ricercatore di tartufi?

Siro Milani
Siro Milani
2025-08-26 09:05:37
Numero di risposte : 15
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Quella del cavatore – così si chiama chi va alla ricerca di tartufi. Il patentino per ricercare tartufi prima di tutto. Serve rispetto, educazione e grande attenzione ai luoghi che ci ospitano. Un documento che va rinnovato annualmente e servirà per essere identificati in caso di controlli. Non solo, superare l’esame significa aver acquisito le conoscenze necessarie sulle tecniche di raccolta, sulle normative nazionali e regionali e sul riconoscimento dei tartufi. Potrà capitarvi di trovare un super tartufo alla prima uscita, ve lo auguriamo, ma è più probabile che per qualche uscita non vedrete il becco di un tubero. E allora? Mai abbattersi, andare per tartufi è innanzitutto un’attività tutta da vivere e poi occorre imparare. Per questo è bene fare esperienza con i tartufai esperti che sapranno avvicinarvi ad un mondo bellissimo fatto di natura e gusto. Volete saperne di più? Scriveteci!
Maddalena Caputo
Maddalena Caputo
2025-08-15 05:56:19
Numero di risposte : 15
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La parola “trifolau” viene dal dialetto piemontese e indica colui che gli addetti ai lavori chiamano il “cavatore”, cioè il cercatore di tartufi. Si tratta di una figura romantica, nella quale si incrociano leggende, storia e riti scaramantici. Secondo i racconti dei trifolau di oggi, una volta il cavatore di tartufi non era che un normale contadino che, alla fine della giornata nei campi, cercava di integrare il raccolto, specialmente in momenti duri, con la ricerca dei tartufi. Oggi invece i trifolau sono circa 5.000 persone con l’hobby di cercare tartufi. Vigile del fuoco, avvocato, pensionato, metalmeccanico, maresciallo, insegnante, ma anche professionisti della ricerca... è la passione che muove il trifolau dei nostri tempi, una vera e propria “malattia ereditaria” che si trasmette di padre in figlio da generazioni. Per dedicarsi all’attività di cavatore è necessario possedere un tesserino: esiste un’associazione – Associazione Trifolau e proprietari di piante da tartufo dell’Albese, delle Langhe e Roero e Monregalese della provincia di Cuneo – che, previo un esame, rilascia il patentino necessario a svolgere l’attività di raccolta.

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Gilda Gentile
Gilda Gentile
2025-08-15 05:47:41
Numero di risposte : 8
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Chi cerca/trova i tartufi? Un duo indissolubile “il trabuj” (cane addestrato alla ricerca del tartufo in dialetto piemontese) e il “trifulau” (cercatore di tartufi in dialetto piemontese). Il “mestiere” del Trifulau Fin da ragazzo, mi pareva che andando per i boschi senza un cane avrei perduto troppa parte della vita e dell’occulto della terra. Questo mestiere non si poteva improvvisare: occorreva avere una buona resistenza fisica, per sopportare la fatica di lunghe camminate dopo una pesante giornata di lavoro, ma anche coraggio, per avventurarsi da soli, di notte, per valli e colline, dove si potevano fare brutti incontri. Il trifulau è un personaggio solitario, molto riservato, che vive un legame molto stretto con il suo cane e con la natura. Il trifulau si muove di notte, per le condizioni atmosferiche più adatte alla cerca, perché il cane è meno disturbato, perché il buio e la nebbia proteggono da occhi indiscreti. Il trifulau cammina con molta agilità e perizia, superando ogni tipo di ostacolo, conosce a memoria ogni fosso, ogni pendio. Sa quando crescono i tartufi, quali sono gli alberi che “li danno”, come trattare il suo cane e come ricompensarlo, e sa, infine, che un bel tartufo vale una fortuna! Alla Casa del Trifulau , potrete vivere l’emozione di “andar per tartufi” e partecipare direttamente al rito della ricerca del tartufo, in compagnia del Trifulau e dei suoi inseparabili cani.
Mietta Marini
Mietta Marini
2025-08-15 05:38:31
Numero di risposte : 16
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Il ricercatore di tartufi è il trifolao. È il desiderio di pubblicità che spinge i «trifolau» a questi gesti, ma anche un sentimento di orgoglio. Da non perdere le emozionanti escursioni accompagnati dal «trifolao», il ricercatore di tartufi, e dal suo cane lungo piste ombrose che risalgono le vigne dorate. Il tubero perfetto è stato trovato lunedì da un cavatore locale nelle campagne di Urbino grazie al fiuto dei suoi cani. Esattamente 485 grammi di peso per un giorno di grande festa tra il "trifolau", i suoi cani e la famiglia anche perché pezzature di sì fatte consistenze vengono pagate al di fuori dei prezzi di mercato. Se fino a pochi anni fa la figura classica del «trifolao» era quella di un anziano e un po’ burbero cercatore con la camicia a scacchi e il suo fedele cane, oggi è sempre più facile scovare per i boschi giovani esperti e professionisti che si occupano non solo di deliziare il palato dei gourmet, ma anche di analizzare il suolo, tutelare e valorizzare piante e terreni.

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Antonia Longo
Antonia Longo
2025-08-15 05:34:48
Numero di risposte : 10
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Il cercatore di tartufi in Piemonte si chiama trifolao. È il protagonista della raccolta del tartufo, attività che condivide con il proprio cane. La raccolta infatti avviene secondo un rituale antico, fatto di pazienza, lenta esplorazione e simbiosi tra uomo e animale. Cercare e trovare tartufi è un gioco divertente per il cane e, per qualunque trifolao, una grande soddisfazione che va ben oltre il ricavo economico.
Caio Coppola
Caio Coppola
2025-08-15 05:19:32
Numero di risposte : 10
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Infatti, non serve soltanto avere un ottimo cane addestrato per essere considerati dei “tartufai”, ma occorre soprattutto continuità nel praticare questa attività, poiché acquisire esperienza in questo campo è fondamentale. Per trovare il prezioso tubero, il tartufaio si avvale di un cane. Tutti i quadrupedi sono addestrabili alla ricerca del tartufo, ma naturalmente ci sono vari fattori che influenzano la riuscita dell’addestramento del proprio amico a quattro zampe tra cui la voglia di apprendere, la razza e la sua età. Normalmente si preferisce iniziare l’addestramento con un cucciolo di pochi mesi e di razza, o quanto meno di un incrocio ben definito. Indispensabile per un tartufaio è conoscere il posto dove si trovano le tartufaie, chiamate anche “pasture”.

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