Il territorio di Capolona, nell’Aretino, grazie al suo caratteristico ambiente fatto di foreste e alberete, rappresenta uno dei riferimenti provinciali più importanti e vasti per il tartufo Marzuolo.
Il terzo fine settimana di marzo, viene organizzata una speciale manifestazione rivolta ad esperti e semplici appassionati: “Filiera del Tartufo Marzuolo”.
A Castell’Azzara, un’altra località dell’Amiata, la ricerca del tartufo è storia, passione, tradizione.
Anche qui, ogni anno, non mancano le feste e le sagre dedicate alle varie tipologie di Tuber, con dimostrazioni dal vivo e spiegazioni dei tartufai.
Montaione, adagiato su una collina nel cuore della campagna Toscana in provincia di Firenze, è circondato dal paesaggio della Valdelsa, percorso da vigneti, oliveti e filari di cipressi.
Nei suoi boschi proviene nasce il tartufo bianco, apprezzatissimo dai consumatori più esigenti.
A questo prodotto è dedicata anche la Tartufesta, una tipica manifestazione che si tiene ogni anno a ottobre.
Della Valdelsa è anche Montespertoli, un territorio noto già al tempo degli Etruschi.
Gli amanti della buona cucina possono percorrere la sinuosa Strada del vino di Montespertoli e fermarsi di tanto in tanto per degustare un calice.
Tra vino, olio e artigianato, d’autunno e in primavera sulle tavole non può mancare il tartufo, spesso protagonista delle feste paesane.
Appartiene alla provincia di Pisa Palaia, un piccolo centro della campagna toscana che fa da cornice perfetta al tartufo.
Il clima, l’ambiente e le caratteristiche del terreno sono l’habitat ideale per la nascita del Tuber.
Grazie a una recente collaborazione con l’Università di Pisa, è nata anche una Carta di Identità dedicata a questo prodotto che aiuta i ricercatori nella fase di identificazione della qualità.
Il borgo delle Crete Senesi di San Giovanni d’Asso, addirittura, vanta il primo museo italiano dedicato al Tartufo: un’esposizione che approfondisce la caratteristiche del prodotto ma anche la sua storia e la sua lavorazione.
Tra le ricette tipiche del territorio, si ricordano la stracciatella in brodo con tartufo bianco delle Crete Senesi e il lombo di cinta senese tartufato.
Situato lungo la Via Francigena, nel cuore delle colline pisane, il borgo di San Miniato è un luogo ideale per una sosta all’insegna del gusto.
Qui, tra antiche architetture, da cui spicca la Rocca, si può gustare nel periodo autunnale il tartufo.
Il tartufo bianco delle colline sanminiatesi è il Tuber Magnatum Pico, ‘Cibo dei Re’, regolato da un severo disciplinare che popola le tavole dei migliori ristoranti.