Aree rurali. Che siano borghi o aree vitivinicole, dai dati messi a disposizione dal Rapporto, emerge in maniera più che chiara come nel post Covid si stia determinando, uno spostamento di interesse verso le mete meno battute dal turismo di massa, dove si può ammirare sia la bellezza naturale che vivere esperienze enogastronomiche - e non - più autentiche, sia dal punto di vista del contenuto che del rapporto qualità-prezzo che nelle grandi città o nei circuiti più famosi inevitabilmente ha uno scollamento più importante. Fattore che ha portato, nel caso dell’Italia, tutte le sue realtà dell’entroterra a una crescita maggiore rispetto a coste e isole, con Trentino-Alto Adige (+271%), Liguria (+230%) e Piemonte (+162%) in testa al trend per i turisti stranieri, forti anche di un rapporto tra ambiente ed enogastronomia molto felice. Per i connazionali, invece, per i quali Qualità (60,5%) e Disponibilità (53,7%) dei ristoranti restano i principali drive di scelta quando si valuta una destinazione, Toscana (+19,1%) e Umbria (+10,2%) restano amatissime. Ed è proprio in Toscana uno dei case history scelti dai redattori del Rapporto per raccontare in maniera pratica le potenzialità di questa tipologia di turismo slow e goloso insieme, San Casciano dei Bagni, il borgo in provincia di Siena che ha ottenuto il prestigioso riconoscimento di Best Tourism Village 2024 dall’UNWTO, l’Organizzazione Mondiale del Turismo delle Nazioni Unite.