Il tartufo è dunque umami.
Possiamo dire di sì.
Grazie alla presenza di questo sale di sodio, anche il tartufo stimola infatti la percezione di questo gusto, permettendoci di arricchire di sapore qualsiasi piatto.
Dal gusto colorato di note agliacee e vicine a quelle del formaggio fermentato del Tartufo Bianco Pregiato a quelle dal retrogusto dolce del Tartufo Nero di Norcia, da quelle delicate e vicine ai profumi e ai sapori del sottobosco del Tartufo Nero Estivo, fino a quelle più intense, che richiamano note di nocciola, del Tartufo Uncinato, il gusto del tartufo si esprime al meglio in abbinamento ai formaggi, con il vino giusto, sulla pasta o insieme a delle semplici uova al tegamino.
Un sapore che sa solleticare le papille gustative, proponendo al palato qualcosa di nuovo e indefinibile, che rimane a lungo ed è difficile da descrivere.
Il glutammato monosodico va quindi a intensificare i sapori, rendendoli più appetibili.
Tartufo e umami “Umai”, ovvero delizioso, e “Mi”, che significa sapore.
Il gusto umami indica quindi un cibo saporito, molto appetibile.
Quale definizione migliore per il gusto del tartufo?