Serie TV

Cinque motivi per guardare GLOW

GLOW, acronimo di Gorgeous Ladies of Wrestling, è la nuova serie TV di Netflix che racconta le vite di un gruppo di donne che si ritrovano in modo più o meno casuale a dover interpretare delle lottatrici di wrestling per uno show televisivo. Ecco di seguito cinque motivi per cui non dovreste perdervi questa serie.

1. Nostalgia canaglia

Netflix ha appena annunciato l’uscita della seconda stagione di Stranger Things, prevista per il 27 ottobre 2017. Il tempo di attesa è ancora lungo, quindi se siete divorati dall’impazienza e siete in astinenza da anni Ottanta, GLOW è la serie che fa per voi. Il suo sapore retrò, il gusto vintage dei costumi e della scenografia vi faranno impazzire e vi sembrerà di tornare al San Junipero di Black Mirror.

Meritano una menzione anche i continui riferimenti alla storia degli Stati Uniti, tra Guerra Fredda e strizzate d’occhio alla contemporaneità, che rendono GLOW ancor più interessante e attuale.

Quindi che aspettate? C’è un body rosa shocking che vi aspetta.

2. Grrrrl power!

Questa serie tutta al femminile è un inno alla emancipazione della donna, al senso di solidarietà e all’inclusione delle differenze. Non importa che tu sia una WASP americana, una pantera nera o una… lupa, troverai sempre il tuo spazio tra le fila delle Gorgeous Ladies of Wrestling.

Tuttavia non è tutto rosa e fiori, ricordiamoci che siamo pur sempre negli anni Ottanta e tanta strada c’è ancora da fare. E il telefilm non manca di ricordarcelo in modo politicamente scorretto, mettendo in scena episodi di prevaricazione e sessismo che ben rappresentano la dura battaglia femminile per la conquista del diritto all’autodeterminazione. Le ragazze di GLOW non lottano solo sul ring, ma nella vita di tutti i giorni.

3. Mestruazioni

E’ raro che un prodotto audiovisivo destinato al grande pubblico abbia il coraggio di infrangere il tabù del ciclo mestruale femminile, eppure GLOW – come già avvenuto in Orange is the New Black – lo fa, sdoganando un argomento tacitamente (e ipocritamente) vietato. In GLOW si parla di mestruazioni, tamponi vaginali interni ed esterni e di rapporti sessuali durante le mestruazioni (period sex) senza filtri. Finalmente, oserei dire.

4. Colonna sonora

Da Roxette a Billy Joel, da Alice Cooper agli Scorpions, dai Queen e David Bowie fino a Pat Benatar e i Journey… Se la nostalgia del punto uno non dovesse bastare, l’azzeccatissima colonna sonora di GLOW farà il resto. Ineccepibile.

5. Uno spot contro il razzismo

GLOW gioca in modo sarcastico con gli stereotipi e mettendoli sul ring, li distrugge. Ogni wrestler interpreta un ruolo stereotipato a seconda delle sue origini etniche, ma nella vita reale è la contraddizione vivente del proprio personaggio; ogni donna è, semplicemente, una qualsiasi cittadina nordamericana in perfetto stile nordamericano. Eppure è abbastanza inverosimile pensare che negli Stati Uniti degli anni Ottanta si potessero trovare sullo stesso ring una ragazza di origini asiatiche (nome di battaglia “Biscotto della fortuna”), una di origini indiane (nome di battaglia “Beirut la terrorista pazza”), una di origini messicane (nome di battaglia “Machu Pichu”), due afroamericane e una britannica. Ma il bello di GLOW è proprio questo e il pastiche etnico non stona e non risulta fasullo poiché adattato ai giorni nostri con genialità, sempre in chiave auto-ironica e piacevolmente satirica.

 Ora non vi resta che lasciarvi intrappolare dalla viscosità del glitter.

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