Libertà di Jonathan Franzen

Jonathan Franzen è uno degli autori nordamericani contemporanei che preferisco. Insieme a David Foster Wallace – a cui si ispira apertamente – Franzen ha saputo raccontare il mutamento del mito della famiglia americana, le sue ossessioni e le sue ipocondrie, dalla sua nascita alla sua inevitabile disgregazione. Libertà di Jonathan Franzen parte proprio dalle basi del sogno americano per decostruirlo in toto. Leggi tutto “Libertà di Jonathan Franzen”

Annientamento, tra libro e film

Libri e film sono due modalità espressive completamente diverse tra loro, quindi solitamente evito di accostarle o di definirne una migliore dell’altra. Gli adattamenti cinematografici di romanzi o racconti brevi dipendono molto dalla soggettività di sceneggiatori e registi e non sempre quello che ci immaginiamo noi mentre leggiamo un libro corrisponde a quello che effettivamente poi viene rappresentato sul grande o piccolo schermo. Leggi tutto “Annientamento, tra libro e film”

Una famiglia americana, Joyce Carol Oates

I Mulvaney sono la famiglia nordamericana perfetta. Un matrimonio felice, quattro figli, una fattoria collocata in un’oasi paradisiaca, una vita tranquilla che scorre tra teneri vezzeggiativi e un American dream da manuale. Finché lo stupro della giovane figlia Marianne non sconvolge la vita patinata della famiglia Mulvaney, incrinandone irrimediabilmente l’equilibrio precario. Una famiglia americana indaga le sensazioni, ma soprattutto le reazioni, dei componenti della famiglia alla notizia della violenza sessuale subita da Marianne, una violenza che non si abbatte solo sulla vittima in questione, ma indirettamente su tutto il nucleo familiare, portandolo alla progressiva disgregazione.

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Stoner, John Williams

William Stoner si iscrisse all’Università del Missouri nel 1910, all’età di diciannove anni. Otto anni dopo, al culmine della prima guerra mondiale, gli fu conferito il dottorato in Filosofia e ottenne un incarico presso la stessa università, dove restò a insegnare fino alla sua morte, nel 1956. Non superò mai il grado di ricercatore, e pochi studenti, dopo aver frequentato i suoi corsi, serbarono di lui un ricordo nitido. Quando morì, i colleghi donarono alla biblioteca dell’università un manoscritto medievale, in segno di ricordo. Il manoscritto si trova ancora oggi nella sezione dei “Libri rari”, con la dedica: “Donato alla Biblioteca dell’università del Missouri in memoria di William Stoner, dipartimento di Inglese. I suoi colleghi.”

Può capitare che qualche studente, imbattendosi nel suo nome, si chieda indolente chi fosse, ma di rado la curiosità si spinge oltre la semplice domanda occasionale. I colleghi di Stoner, che da vivo non l’avevano mai stimato gran che, oggi ne parlano raramente; per i più vecchi il suo nome è monito della fine che li attende tutti, per i più giovani è soltanto un suono, che non evoca alcun passato o identità particolare cui associare loro stessi o le loro carriere.

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