I luoghi che risultano più consoni alla vita del tartufo sono le zone boschive, in assenza di piante erbacee e con una presenza arborea inferiore al 30% del totale.
Qualitativamente il terreno più adatto ha origine calcarea e risulta mediamente permeabile.
Vi sono poi delle piante in prossimità delle quali è più probabile imbattersi nella presenza di tartufaie.
In questo caso è importante distinguere tra le due qualità esistenti, ovvero il tartufo bianco e quello nero.
Le piante simbionti caratteristiche del tartufo bianco sono il salice bianco, il tiglio, il nocciolo, la farnia, il rovere, il carpino nero, la roverella, il pioppo, il cerro e il salicone.
Inoltre un terreno più fertile per questa tipologia di tartufo non è eccessivamente permeabile ma areato, ha origine calcarea, argillosa o sabbiosa e risulta povero di azoto e fosforo in favore invece del potassio.
Il tartufo nero invece, viene rinvenuto in prossimità di cerro, nocciolo, leggio, tiglio, carpino nero, cisto e roverella.
Anche in questo caso un terreno povero di fosforo e azoto risulta particolarmente favorevole alla crescita di questo tubero, mentre dal punto di vista della composizione, il tartufo nero predilige aree calcaree ma ad alto contenuto di detriti e pietrisco, con un sottosuolo compatto.
L’Italia è un territorio fertile per questo tipo di tubero: basta seguire la dorsale appenninica per assicurarsi di toccare aree ricche di tartufaie di diverse qualità e pregio.
La regione più importante per la produzione e la raccolta del tartufo è sicuramente il Piemonte, dove troviamo i più ricercati tartufi bianchi e neri, in particolare attorno alla zona di Alba (Cuneo).
Altre località di spicco sono Acqualagna per i tartufi bianchi e Bagnoli Irpino per quelli neri.
Rimanendo nel settentrione, sicuramente anche il Veneto merita una menzione per quanto riguarda la ricerca dei tartufi, collocandosi tra le località più redditizie assieme alla Lombardia.
Seguendo invece lo scheletro della nostra penisola, costituito dalla catena degli Appennini, le regioni di maggior interesse risultano l’Emilia Romagna, la Toscana, il Lazio, l’Umbria, il Molise, le Marche, la Campania e la Calabria.