Coltivare il tartufo significa impiantare alberi appositamente micorrizati in un terreno analizzato in precedenza.
In linea di massima, dovrebbe essere friabile e ben areato, libero da sassi e radici grosse, particolarmente calcareo, privo di ristagni idrici e con un PH compreso tra 7 e 8.
Ogni varietà di tartufo, però, ha il suo terreno preferito: per iniziare una coltivazione di tartufo, quindi, bisogna prima capire se il terreno è adatto a ospitare i tartufi e, nel caso, di quale tipo.
Se il terreno risulta idoneo, per via delle sue caratteristiche, a ospitare i tartufi, allora si procede a impiantare gli alberi, a prendersene cura e… ad aspettare: perché una tartufaia dia dei risultati, infatti, bisogna aspettare mediamente dai cinque agli otto anni.
Prima di tutto si prepara il terreno, areandolo ed eliminando radici grosse e sassi; poi si impiantano gli alberi e infine si aspetta.
Una tartufaia coltivata, per esempio, è una tartufaia creata ex novo.
Si prende un terreno agricolo in cui erano state piantate altre coltivazioni e si piantano querce, lecci, carpini, noccioli tartufigeni e si inizia ad aspettare.