La Sardegna gode di un’offerta davvero vasta quando si parla di varietà di pasta. In particolare, ciò che colpisce è il fatto che ci siano tantissimi tipi di pasta della tradizione sarda, ciascuno dei quali ha alle loro spalle una storia significativa da raccontare. Sono soprattutto 7 i tipi di pasta della tradizione sarda sui quali ci vogliamo concentrare in questo articolo, spiegandoti non solo la loro origine, ma anche quale sia l’abbinamento più saporito per gustarseli al meglio. Tra questa pasta tradizionale sarda troviamo i Malloreddus. I malloreddus sono un formato di pasta che veniva preparato in casa a mano dalle massaie ed esiste da centinaia di anni.
Un altro tipo di pasta è i maccarones a ferrittu (chiamati così nella zona del Logudoro), ma chiamati anche maccarones de busa (nella Sardegna centrale) o Pipiriolos (nel paese di Montresta). Tralasciando le diverse denominazioni nelle varie sub-regioni dell’Isola, i maccarones a ferrittu sono una pasta fatta a mano con semola di grano duro, sale e acqua, solitamente condita con ragù di cinghiale, ma anche di agnello, vitello, gallina e lepre, oppure cotta in brodo di pecora e condita con formaggio fresco.
Anche nella provincia di Oristano si trova un’altra perla della gastronomia sarda: le lorighittas. Nello specifico, si tratta di una pasta dal formato unico, intrecciata a mano, la cui comparsa risale addirittura al XVI° secolo.
Sesto dei tipi di pasta della tradizione sarda è la fregula, un formato di pasta che ha origini antichissime. Infatti, i primissimi documenti che citano questo prodotto risalgono addirittura a oltre 1000 anni fa.
L’ultimo dei tipi di pasta della tradizione sarda che abbiamo preso in esame è il filindeu (i fili di Dio, o capelli di Dio), tipico nella zona di Nuoro. Questa tipologia di pasta racchiude una lavorazione rara e difficile da preparare, dato che solo poche mani in tutta l’isola possono ancora produrre questo delicati e sottilissimi fili intrecciati di semola di grano duro.