Una tipica cena natalizia può aprirsi con un piatto che può essere gustato sia caldo che freddo: i Tirtlan, sono gustose frittelle di farina di segale e farina di frumento, ripiene di patate e ricotta, facili da preparare, in quanto non richiedono lievitazione, e saporite. Immancabili sono i taglieri di salumi, sui quali spicca lo speck del Trentino-Alto Adige ben stagionato, che l'Unione Europea ha protetto col marchio IGP (Indicazione Geografica Protetta) ed i taglieri di formaggi, che vedranno protagonisti la Spressa delle Giudicarie (formaggio semimagro a pasta semidura) o il Puzzone di Moena (pasta semidura e dall'odore penetrante da cui deriva il singolare nome) o, ancora, il Vezzena dal sapore burroso e tendenzialmente amarognolo e lievemente piccante, tutti rigorosamente marchiati DOP (Denominazione Origine Protetta) perché solo quella terra e quel preciso clima, che caratterizzano il Trentino, possono produrre alimenti con quelle specifiche caratteristiche aromatiche.
Un primo piatto che l'Italia conosce in più varianti, viste le umili origini, è uno dei piatti principali, che farà entrare nel vivo una cena di Natale: i Canederli al formaggio, burro fuso, parmigiano e salvia. Un tripudio di sapori è quello dei Casunziei: tipici ravioli con la forma di mezza luna, ripieni di purea di rape rosse e patate, normalmente serviti dopo essere stati saltati in padella con burro fuso, semi di papavero e parmigiano.
La tradizione gastronomica altoatesina è nota per i suoi secondi piatti a base di selvaggina, ma non mancano gustose pietanze a base di vitello e di maiale. Nel Gulash alla trentina è possibile cogliere sapori austro-ungarici: con contorno di polenta, la carne di vitello, dopo una cottura di circa due ore con cipolla, aglio, olio, cumino, paprica, brodo e conserva di pomodoro, conquisterà anche i palati più difficili. Altro tradizionale secondo è la carne salada, ottima sia nella versione fredda, accompagnata da giardiniera, che nella versione calda nella quale i fagioli, cotti separatamente ed aromatizzati al rosmarino, si sposeranno con la carne scottata in un goccio di olio bollente e condita con prezzemolo, pepe e sale.
La fine della cena racconterà quanto è fragrante la mela del Trentino-Alto Adige, nel dolce che è l'emblema del Sudtirol: lo Strudel nel quale mele, marmellata, uvetta sultanina, mandorle, noci, marsala, zucchero di canna e un pizzico di cannella, vengono custoditi gelosamente da un rotolo di pasta sfoglia cotta al forno. Ma solo sulle vere tavole tradizionali si potrà assaggiare lo Zelten: servono, infatti, almeno due giorni per raggiungere il giusto grado di fermentazione della frutta secca e di quella candita in un recipiente di terracotta colmo di grappa.