Il tartufo è un fungo!
Per la precisione, un fungo ipogeo.
Questo aggettivo deriva dal greco “hypògheios”: “hypò” significa “sotto” e “ghe” vuol dire “terra”.
Il tartufo, infatti, è un fungo definito “ipogeo” perché nasce e cresce sottoterra e si nutre grazie alle piante con cui entra in simbiosi, le cosiddette piante simbionti, come per esempio quercia, leccio, carpino e nocciolo.
Tra tartufo e pianta simbionte, infatti, avviene uno scambio di sostanze nutrienti: il tartufo assume ciò di cui ha bisogno per crescere, come gli zuccheri, dalle radici della pianta con cui si lega, cedendole in cambio i sali minerali.
Le Tuberacee, però, non sono tuberi: si tratta di specie che nascono e crescono sottoterra, che hanno semplicemente la forma di un tubero.
Il tartufo, quindi, è un fungo… ma a forma di tubero!
Non appartiene alla famiglia dei tuberi e delle patate e, forma a parte, non ha alcuna caratteristica in comune con queste ultime.
Secondo la definizione di Wikipedia, “un tubero è la struttura ingrossata di una pianta che assume un aspetto globoso più o meno allungato, la cui funzione di organo è quella di accumulare sostanze di riserva per assicurare la sopravvivenza della pianta”.
Sulla superficie dei tuberi, inoltre, si trovano le gemme che ne permettono la riproduzione.
Vi ricorda nulla?
Esatto, proprio le patate.
Le patate, infatti, accumulano le sostanze che servono alla pianta per sopravvivere e possono riprodursi attraverso i germogli sulla loro superficie.
Tutto ciò non accade, invece, per i tartufi.
Il tartufo è un fungo ipogeo che non è in grado di sintetizzare da solo i composti organici, ma ha bisogno che qualcuno lo faccia per lui: ed è qui che entrano in gioco le piante simbionti.
I tartufi, infatti, assumono i nutrimenti necessari dalle piante e dal terreno che li circonda e sono molto attenti a ciò che accade intorno a loro.
Per questo motivo è importante che ogni tartufaio faccia sempre molta attenzione a non rovinare il terreno intorno alla pianta e al tartufo.
Anche sul fronte della riproduzione, le differenze tra tubero e tartufo sono evidenti: i tuberi hanno sulla superficie delle gemme che ne permettono la riproduzione; i tartufi, invece, si riproducono grazie alle spore che si trovano al loro interno.
Affinché ciò accada, bisogna che animali, come per esempio le lumache, se ne nutrano spargendo in giro le spore.