I tartufi sono dei funghi “ipogei”, cioè si sviluppano sotto terra, in simbiosi con alcune specie particolari di piante, in un mutuo rapporto di scambio fra essi e le radici di queste ultime.
Quella fra pianta e tartufo è una vera e propria simbiosi, in cui il tartufo assorbe sostanze nutritive dalla pianta, e quest’ultima ricava da esso i sali minerali indispensabili alla sua crescita.
I tartufi però non si trovano in tutti i tipi di terreno, e non crescono in simbiosi con tutte le piante: ogni tipo di tartufo predilige un determinato tipo di pianta e un determinato tipo di terreno.
Se a tutto ciò aggiungiamo il fatto che questi funghi nascono e si sviluppano sottoterra, più o meno in profondità, scoprire dove si trovano, soprattutto se non si è esperti della materia, diventa alquanto difficile.
I cavatori infatti, per diventare tali, hanno bisogno di una lunga esperienza e devono avvalersi dell’aiuto del migliore amico dell’uomo, il cane, che col suo fiuto molto sviluppato, una volta ben addestrato, diventa indispensabile per individuare dove si trovano i tartufi con precisione.
In simbiosi con quali piante si sviluppano i tartufi?
Fra le piante predilette dai tartufi, principalmente troviamo: Quercia Nocciolo Carpino bianco e nero Castagno Pino Pioppo
Ognuna di queste sviluppa una simbiosi con determinati tipi di tartufo, e sta al cavatore esperto andare alla cerca a colpo sicuro.
La prima pianta della lista, la quercia, è una delle migliori “simbionti”, per la sua longevità e per la qualità dei tartufi che produce.
Alla famiglia delle querce appartengono specie di piante diverse: Rovere: il miglior simbionte per il Tartufo Bianco Pregiato.
Roverella: si sviluppa in simbiosi con ottimi Tartufi Neri.
Farnia: nelle sue vicinanze si trovano spesso tartufi sia bianchi che neri.
Leccio: una delle piante più utilizzate per la produzione di Tartufi Neri, soprattutto in Francia.
Come se non bastasse, i tartufi si sviluppano in terreni con determinate caratteristiche chimiche e con un determinato grado di umidità.
Prediligono infatti terreni: Con ph alcalino Molto calcarei Ben areati Senza ristagni
Scovare dove si trovano i tartufi non è poi così facile, a meno che non si vada a colpo sicuro in una delle tante tartufaie che costellano il territorio.
Tartufaie: cosa sono e dove si trovano.
Le tartufaie sono specifiche aree di terreno le cui particolari caratteristiche permettono un ottimale sviluppo dei tartufi, e possono essere: Naturali: quelle in cui i tartufi si sviluppano spontaneamente.
Controllate: naturali, ma migliorate con particolari pratiche di coltivazione, compresa la messa a dimora di alcune piante già “micorizzate”.
Coltivate: quelle dove le piante micorizzate vengono piantate “ex novo”.
Il problema delle tartufaie è che solitamente sono di proprietà privata, si tramandano gelosamente di generazione in generazione, ed è quindi impossibile accedervi.
Se vuoi andare in cerca di tartufi neri, ricordati che questi, a causa delle sostanze emanate dalle loro spore modificano il PH del terreno dove si trovano, impedendo la crescita di altre piante: se in prossimità di una pianta che vive in simbiosi con questi tartufi noti un’area piuttosto brulla e diradata, è possibile che lì sotto vi sia un tartufo nero.
In Italia, le regioni che producono i tartufi più famosi sono: Piemonte: quello che produce i tartufi più pregiati, il più famoso dei quali è il Tartufo Bianco d’Alba.
Marche: dove cresce il famoso Tartufo Bianco di Acqualagna.
Umbria: il Tartufo Nero di Norcia è famoso ovunque.
Il tartufo si trova comunque un po’ in tutte le zone della dorsale appenninica, fino alla Calabria, e per questo motivo, l’Italia è considerata il paradiso dei cavatori, che trovano sempre e comunque pane per i loro denti!